
Il diritto penale dell’economia raccoglie i reati che nascono dall’attività d’impresa: reati tributari, reati societari e fallimentari, reati contro la Pubblica Amministrazione, infortuni e violazioni delle norme di sicurezza sul lavoro. Dal 2001 a questi si affianca un secondo piano di responsabilità, quello dell’ente ai sensi del D.Lgs. 231/2001: davanti allo stesso fatto possono rispondere la persona fisica e la società.
Questa pagina raccoglie le materie di cui Soardi Studio Legale si occupa sul versante d’impresa, con il rimando alla trattazione di ciascuna. Per il versante consulenziale – modelli organizzativi, organismi di vigilanza, whistleblowing, protezione dei dati – il riferimento è la sezione Compliance.
Indice
- Che cosa comprende il diritto penale dell’economia
- Le materie
- La responsabilità dell’ente: il secondo piano
- White collar crimes e profili transnazionali
- Tabella riepilogativa
- Il punto dell’Avv. Soardi
- Domande frequenti
Che cosa comprende il diritto penale dell’economia
Non è una categoria del codice. È il modo in cui si è consolidata una prassi difensiva attorno a fatti che hanno tre caratteristiche in comune: sono commessi nell’esercizio di un’attività organizzata, coinvolgono chi occupa una posizione di garanzia dentro quell’organizzazione, e producono conseguenze che si misurano sul patrimonio dell’impresa oltre che sulla libertà della persona.
Da qui due conseguenze pratiche che cambiano il modo di difendersi. La prima è che le indagini partono quasi sempre da documenti – bilanci, scritture contabili, verbali, procedure interne – e non da testimonianze. La seconda è che accanto al procedimento penale corrono spesso un procedimento tributario, uno amministrativo o un contenzioso civile, e le difese non possono contraddirsi fra loro.
Le materie
Reati tributari
Dichiarazione fraudolenta e infedele, omessa dichiarazione, emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, omesso versamento, sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. La materia è governata dal D.Lgs. 74/2000 e porta con sé, quasi sempre, la questione del sequestro e della confisca, anche per equivalente, sui beni della società e degli amministratori. Trattazione completa alla pagina Reati tributari.
Reati societari
False comunicazioni sociali, impedito controllo, operazioni in pregiudizio dei creditori, illecita influenza sull’assemblea. Riguardano amministratori, sindaci e revisori, e sono il terreno in cui la posizione formale ricoperta e quella effettivamente esercitata spesso non coincidono. Trattazione alla pagina Reati societari.
Reati fallimentari e bancarotta
Bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale, bancarotta semplice, ricorso abusivo al credito. Il fascicolo nasce dalla relazione del curatore, e la difesa comincia dalla ricostruzione contabile prima ancora che dalla qualificazione giuridica. Trattazione alla pagina Bancarotta e reati fallimentari.
Reati contro la Pubblica Amministrazione
Corruzione, induzione indebita, turbata libertà degli incanti, indebita percezione di erogazioni pubbliche. Toccano ogni impresa che partecipi a gare, riceva contributi o intrattenga rapporti con enti pubblici, e sono la famiglia di reati presupposto storicamente più contestata agli enti. Trattazione alla pagina Reati contro la Pubblica Amministrazione.
Sicurezza sul lavoro
Omicidio colposo e lesioni colpose derivanti da infortunio, violazioni del D.Lgs. 81/2008, delega di funzioni e individuazione delle posizioni di garanzia fra datore di lavoro, dirigenti e preposti. È il verticale in cui la contestazione all’ente segue con maggiore frequenza quella alla persona fisica. Trattazione alla pagina Reati in materia di sicurezza sul lavoro, con l’approfondimento su omicidio colposo e lesioni colpose sul lavoro.
La responsabilità dell’ente: il secondo piano
Quando il reato è commesso nell’interesse o a vantaggio della società da chi la dirige o vi lavora, al procedimento contro la persona fisica se ne affianca uno contro l’ente. Non è una responsabilità per il fatto altrui: si accerta una colpa di organizzazione, cioè un difetto dell’assetto interno che ha reso possibile quel reato. Le sanzioni sono pecuniarie e interdittive, e l’interdizione può fermare l’attività prima della sentenza.
Il quadro completo sta nella pagina Responsabilità amministrativa degli enti ex D.Lgs. 231/01. L’elenco aggiornato delle fattispecie che possono attivarla è alla pagina Reati 231. Sul versante preventivo si lavora sul Modello Organizzativo e sull’Organismo di Vigilanza.
White collar crimes e profili transnazionali
Fuori dall’Italia questa materia si chiama white collar crime, e la formula compare nei glossari delle guide internazionali e nei mandati che arrivano dall’estero. È la stessa materia, con un accento diverso: là si guarda in prevalenza alla frode societaria e alla corruzione, qui il perimetro comprende anche l’infortunio sul lavoro e il reato tributario.
La dimensione transnazionale non è un capitolo separato. L’art. 4 del D.Lgs. 231/2001 consente di perseguire in Italia l’ente che abbia la sede principale nel territorio dello Stato anche per reati commessi all’estero; nei gruppi con controllanti o controllate straniere si pone la questione di quanto il modello della capogruppo copra le società del gruppo; e nelle indagini che attraversano più ordinamenti pesano gli strumenti di cooperazione giudiziaria, dalla rogatoria all’ordine europeo di indagine. Sono profili che l’Osservatorio dello Studio segue nella loro evoluzione.
Tabella riepilogativa
| Materia | Riferimento normativo | Chi risponde | Attiva la 231? |
|---|---|---|---|
| Reati tributari | D.Lgs. 74/2000 | Amministratori, legale rappresentante, consulenti | Sì, per le fattispecie richiamate |
| Reati societari | Artt. 2621 ss. c.c. | Amministratori, sindaci, revisori | Sì, art. 25-ter |
| Bancarotta e reati fallimentari | D.Lgs. 14/2019 e r.d. 267/1942 per i fatti anteriori | Imprenditore, amministratori, concorrenti esterni | No, salvo fattispecie connesse |
| Reati contro la P.A. | Artt. 314 ss. c.p. | Privati e incaricati di pubblico servizio | Sì, artt. 24 e 25 |
| Sicurezza sul lavoro | D.Lgs. 81/2008, artt. 589 e 590 c.p. | Datore di lavoro, dirigenti, preposti | Sì, art. 25-septies |
Il punto dell’Avv. Soardi
L’errore che vedo più spesso è di tempo, non di merito. L’impresa chiama quando arriva l’avviso di conclusione delle indagini, cioè quando il fascicolo è già formato e le scelte difensive si sono ridotte. Nel penale d’impresa il momento che conta viene prima: l’accesso della Guardia di Finanza, la richiesta di documenti, l’informativa che segue un infortunio. Lì si decide che cosa entra negli atti.
La seconda cosa riguarda l’ente. Un modello organizzativo adottato e mai fatto vivere – senza verifiche, senza flussi informativi, senza un organismo che chieda conto – in giudizio pesa meno di quanto si creda. Il giudice non guarda il documento: guarda se l’organizzazione ha funzionato.
Domande frequenti
Quando serve un penalista d’impresa e non un penalista generalista?
Quando il fascicolo si regge su documenti aziendali e quando accanto al penale corre un altro procedimento – tributario, amministrativo, concorsuale. In quei casi la difesa penale va coordinata con le altre, perché una posizione assunta in sede tributaria diventa un atto utilizzabile nel processo penale.
La società può essere indagata insieme all’amministratore?
Sì, e accade regolarmente. I due procedimenti corrono insieme ma restano distinti, e le difese possono divergere: quello che conviene alla persona fisica non sempre conviene all’ente. È una delle ragioni per cui i due ruoli difensivi vanno tenuti separati fin dall’inizio.
Che cosa si rischia concretamente, oltre alla pena?
Il sequestro preventivo dei beni, anche per equivalente, e le misure interdittive: divieto di contrattare con la Pubblica Amministrazione, sospensione di autorizzazioni, commissariamento. Sono misure che intervengono prima della sentenza e che spesso incidono sull’impresa più della pena.
Lo Studio segue procedimenti fuori dalla Lombardia?
Sì, su tutto il territorio nazionale. Nei procedimenti d’impresa la competenza segue la sede legale o il luogo dell’accertamento più che la residenza del cliente, e capita di frequente che il foro non sia quello di casa.
Parlarne prima
Per un primo inquadramento della posizione, o per una valutazione dell’assetto 231 di un ente, è possibile scrivere allo Studio dalla pagina Contatti.
Soardi Studio Legale riceve a Bergamo, in Via dei Partigiani n. 5, e a Brescia, in Via Armando Diaz n. 1b, e opera davanti agli uffici giudiziari di tutto il territorio nazionale.
Avv. Stefano Soardi – pagina redatta il 26 agosto 2026.
