Servizi di compliance 231 per le imprese

Questa pagina raccoglie i servizi di compliance 231 dello Studio per l’organo amministrativo, il collegio sindacale e i consulenti che assistono l’impresa: dal Modello organizzativo all’Organismo di Vigilanza, dalla formazione al canale di segnalazione, fino alla difesa dell’ente dopo una contestazione o un accesso della Guardia di Finanza. Ogni riquadro porta alla pagina del servizio.

Modello Organizzativo 231

Per l’impresa che deve adottare il Modello o aggiornarlo dopo una riorganizzazione, un’acquisizione o l’ingresso di nuovi reati presupposto. Lo Studio mappa le attività a rischio, scrive i protocolli, il sistema disciplinare e il Codice Etico e definisce i flussi informativi verso l’Organismo di Vigilanza, come richiedono gli artt. 6 e 7 del D.Lgs. 231/2001.

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Organismo di Vigilanza esterno

Incarichi di Organismo di Vigilanza in forma monocratica o come componente di un collegio, per società che hanno adottato un Modello 231. L’art. 6 co. 1 lett. b del decreto chiede autonomi poteri di iniziativa e di controllo: nell’incarico diventano un piano annuale di vigilanza, verifiche sulle aree a rischio, raccolta dei flussi informativi e relazione periodica all’organo amministrativo.

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Formazione 231

Moduli distinti per organo amministrativo, dirigenti, dipendenti delle aree a rischio e componenti interni dell’Organismo di Vigilanza, in aula o da remoto, costruiti sul Modello che la società ha adottato davvero. Test, registri e attestati compongono il fascicolo con cui l’ente dimostra l’efficace attuazione del Modello, condizione posta dagli artt. 6 e 7 del decreto.

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Whistleblowing e gestore esterno

Il D.Lgs. 24/2023 impone un canale interno di segnalazione agli enti privati con almeno 50 dipendenti e a quelli con Modello 231 (art. 3). Lo Studio progetta o adegua canale e procedura e può assumere l’incarico di gestore esterno, con avviso di ricevimento entro 7 giorni, riscontro entro 3 mesi (art. 5) e riservatezza del segnalante (art. 12).

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Difesa dell’ente nel procedimento 231

Quando la società riceve la contestazione dell’illecito ex art. 59, un sequestro preventivo ex art. 53 o una richiesta di misura interdittiva ex art. 45, le serve una difesa distinta da quella degli amministratori. Lo Studio costituisce l’ente secondo l’art. 39, imposta la linea difensiva sugli artt. 5, 6 e 7 e segue la fase cautelare fino alla sentenza.

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Internal investigation

L’indagine interna su mandato dell’organo amministrativo, dell’Organismo di Vigilanza o del collegio sindacale, dopo una segnalazione, un’anomalia contabile, un infortunio o un sospetto di frode. Lo Studio definisce il mandato, raccoglie i documenti, sente le persone coinvolte e consegna una relazione riservata con le opzioni praticabili, compresa l’esposizione dell’ente valutata secondo l’art. 5 del decreto.

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Verifiche fiscali e accessi della Guardia di Finanza

L’accesso dei militari e il processo verbale di constatazione appartengono alla fase amministrativa, ma possono diventare una notizia di reato iscritta secondo l’art. 335 c.p.p. Lo Studio assiste l’impresa durante l’accesso, tutela i documenti coperti da segreto professionale, legge il verbale in chiave penale e coordina con il commercialista le scelte sul debito tributario.

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Adeguamento GDPR e DPO esterno

L’adeguamento al Regolamento (UE) 2016/679 per fasi: registro dei trattamenti (art. 30), informative, nomine dei responsabili, misure di sicurezza, valutazione d’impatto (art. 35) e procedura per le violazioni di dati, da notificare entro 72 ore (art. 33). Lo Studio assume anche l’incarico annuale di DPO esterno nei casi in cui l’art. 37 richiede la designazione.

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Da dove partire nella compliance 231

La tabella parte dalla situazione dell’impresa, indica la norma e rinvia al servizio. Come funziona la responsabilità dell’ente prevista dal D.Lgs. 231/2001 è spiegato nella pagina di area sulla compliance aziendale.

SituazioneTermine o riferimentoServizio
L’impresa non ha un Modello o lo ha fermo da anniArtt. 6 e 7 D.Lgs. 231/2001Modello Organizzativo 231
L’Organismo di Vigilanza va nominato o sostituitoArt. 6 co. 1 lett. b D.Lgs. 231/2001Organismo di Vigilanza esterno
L’ente ha almeno 50 dipendenti o un Modello 231 e deve gestire le segnalazioniArtt. 3 e 5 D.Lgs. 24/2023: avviso entro 7 giorni, riscontro entro 3 mesiWhistleblowing e gestore esterno
Una segnalazione o un’anomalia contabile va accertata all’internoArt. 5 D.Lgs. 231/2001: interesse o vantaggio dell’enteInternal investigation
È in corso un accesso della Guardia di Finanza o è stato consegnato il verbaleArt. 335 c.p.p.: iscrizione della notizia di reatoVerifiche fiscali e accessi della Guardia di Finanza
La società ha ricevuto una contestazione, un sequestro o una richiesta di misura interdittivaArtt. 59, 53 e 45 D.Lgs. 231/2001Difesa dell’ente nel procedimento 231
Una violazione di dati personali o la designazione del DPOArtt. 33 e 37 GDPR: notifica entro 72 oreAdeguamento GDPR e DPO esterno

Due righe hanno un orologio che corre dal primo giorno: quella delle segnalazioni e quella del data breach.

Come lavora lo Studio nei servizi di compliance 231

Il primo contatto arriva di solito dall’amministratore delegato, dal legale interno o dal commercialista, per telefono o per email. Basta descrivere la situazione in poche righe e indicare, se c’è, la data dell’atto notificato o del verbale. Il primo confronto, che è a pagamento, si fissa subito a Bergamo, a Brescia, nella sede dell’impresa o da remoto.

Al primo incontro conviene avere a disposizione la visura camerale, l’organigramma con deleghe e procure, il Modello 231 e i verbali dell’Organismo di Vigilanza se esistono, il documento di valutazione dei rischi, il registro dei trattamenti e le procedure già in uso per qualità, ambiente e sicurezza. Da quel materiale emerge che cosa manca, e lo Studio propone un’attività con preventivo scritto, come prevede l’art. 13 co. 5 della L. 247/2012. Il lavoro si svolge insieme al commercialista, al consulente del lavoro, al responsabile del servizio di prevenzione e protezione e al DPO già in carica, i cui documenti lo Studio legge con gli occhi di chi un giorno dovrà difenderli. Sulla riservatezza vale il segreto professionale dell’art. 200 c.p.p.

La pratica è seguita direttamente dall’Avv. Soardi per tutta la durata dell’incarico.

Incarichi continuativi e preventivo nella compliance 231

Tre servizi di compliance 231 hanno natura continuativa: l’incarico di Organismo di Vigilanza, quello di DPO esterno e quello di gestore delle segnalazioni. Per questi il preventivo copre l’anno, descrive le attività previste e viene recepito nella delibera di nomina, insieme alla durata del mandato e alle risorse messe a disposizione. Per l’Organismo di Vigilanza quelle risorse servono a esercitare i poteri di iniziativa e di controllo dell’art. 6 co. 1 lett. b.

Gli altri servizi si preventivano a progetto o per fase. In ogni caso il compenso viene definito con preventivo scritto prima dell’incarico, in base all’attività prevista e nel rispetto dei parametri forensi di cui al D.M. 55/2014. I fattori che incidono sul costo di un Modello sono nell’articolo su quanto costa un Modello 231; delibera, durata e compenso dell’organismo sono trattati nell’approfondimento sulla nomina dell’Organismo di Vigilanza.

Il punto dell’Avv. Soardi

Molte imprese mi chiedono il Modello come primo passo e lo immaginano come un documento nuovo, da aggiungere agli altri. Io preferisco partire da ciò che la società ha già scritto: deleghe e procure, procedure del sistema qualità, documento di valutazione dei rischi, registro dei trattamenti. Un Modello che ignora quei documenti li duplica e crea due versioni della stessa regola, che il giorno di una contestazione ex art. 59 qualcuno metterà una accanto all’altra. I protocolli dell’art. 6 co. 2 lett. b servono a programmare le decisioni dell’ente nelle aree a rischio; se esistono già, vanno richiamati e corretti. Riscriverli con altre parole produce soltanto un faldone più spesso. Non sempre questa strada è percorribile: in alcune società le procedure esistenti sono così lontane dalla prassi che conviene ricominciare da capo.

Domande frequenti sui servizi di compliance 231

La compliance 231 è obbligatoria per l’impresa?

Il D.Lgs. 231/2001 non impone in via generale di adottarlo: gli artt. 6 e 7 ne fanno la condizione perché l’ente non risponda del reato commesso nel suo interesse o a suo vantaggio. Obblighi specifici possono venire da normative di settore, da requisiti di accreditamento o dai contratti con i clienti. Chi adotta il Modello deve poi attivare il canale di segnalazione (art. 3 D.Lgs. 24/2023).

Da quale servizio di compliance 231 conviene cominciare?

Dipende da ciò che l’impresa ha già. Senza Modello si parte dalla mappatura delle attività a rischio; con un Modello adottato da anni, da un check-up che lo confronta con l’organizzazione attuale e con i reati presupposto introdotti nel frattempo. Se è già arrivata una contestazione ex art. 59 o un accesso, la priorità è la difesa e il resto si programma dopo.

Chi coordina la compliance 231 con i consulenti già in carica?

Lo Studio, senza sostituirli. Commercialista, consulente del lavoro, responsabile del servizio di prevenzione e protezione e DPO restano al loro posto. Lo Studio lavora con loro perché la ricostruzione dei fatti e la mappatura dei rischi passano dai loro documenti. Con l’Organismo di Vigilanza il coordinamento segue i flussi informativi previsti dal Modello (art. 6 co. 2 lett. d D.Lgs. 231/2001).

Che cosa può fare la società che riceve una contestazione senza avere un Modello?

Il decreto dà peso anche a ciò che l’ente fa dopo il reato. Se prima dell’apertura del dibattimento di primo grado risarcisce il danno, elimina le conseguenze, mette a disposizione il profitto e adotta un Modello idoneo, l’art. 17 esclude le sanzioni interdittive; l’art. 12 prevede la riduzione della sanzione pecuniaria. Il Modello va costruito in parallelo con la difesa, senza scorciatoie.

Un accesso della Guardia di Finanza o un sequestro sono in corso: che cosa si fa?

Si telefona allo Studio al +39 035 236659, indicando l’ufficio che procede e l’atto esibito. Nel frattempo conviene annotare quali documenti vengono acquisiti. Il sequestro preventivo a carico dell’ente è disciplinato dall’art. 53 D.Lgs. 231/2001; come si contesta è spiegato nella pagina sul sequestro del conto corrente e dei beni.

Dove riceve lo Studio

Lo Studio riceve a Bergamo e a Brescia e opera con regolarità su tutto il territorio nazionale. Gli incarichi continuativi dei servizi di compliance 231, cioè Organismo di Vigilanza, DPO e gestore delle segnalazioni, si svolgono in buona parte a distanza, con visite programmate in azienda.

Studio di Bergamo

Via dei Partigiani 5, 24121 Bergamo
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Via Armando Diaz 1b, 25121 Brescia
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Avv. Stefano Soardi – testo redatto il 23 settembre 2026