I Quaderni 231 sono la collana monografica dell’Osservatorio dedicata alla responsabilità degli enti ai sensi del D.Lgs. 8 giugno 2001, n. 231. Raccolgono contributi di ricerca su colpa di organizzazione, criteri di imputazione, idoneità del modello, organismo di vigilanza e difesa dell’ente nel procedimento. Cadenza trimestrale, numeri progressivi, ogni contributo firmato e aggiornato a una data dichiarata.

I numeri della collana

Ogni numero è disponibile in due forme: la pagina web, che è la versione di riferimento e viene indicizzata, e il PDF, che è la copia stabile da citare e da archiviare. La numerazione dei paragrafi è la stessa nelle due versioni, così che un richiamo resti valido in entrambe. Il download non richiede registrazione né rilascio di dati.

Quadernon. 1

Il perimetro mobile — La sedimentazione del catalogo dei reati presupposto e il limite della riforma che verrà

Avv. Stefano Soardi · otto interventi normativi in dodici mesi, la sanzione sul fatturato dell’ente introdotta nell’art. 10 dal d.lgs. n. 211/2025, la giurisprudenza di legittimità del periodo e il disegno di legge del 4 agosto 2026 letto sull’articolato · testo chiuso all’11 agosto 2026 · PDF, 20 pagine

L’elenco si aggiorna a ogni uscita e resta ordinato dal numero più recente al primo. I numeri già pubblicati non vengono modificati a posteriori: se un contributo viene corretto, la correzione è indicata in calce al testo con la data.

Il perimetro della collana

La materia è quella della responsabilità da reato degli enti, guardata dal lato di chi difende. Rientrano nel perimetro la colpa di organizzazione come elemento autonomo di imputazione, i criteri di interesse e vantaggio nei reati dolosi e in quelli colposi d’evento, il giudizio di idoneità del modello e il modo in cui la giurisprudenza lo conduce in concreto, la posizione e i poteri dell’organismo di vigilanza, i flussi informativi e il loro valore probatorio, il whistleblowing, il catalogo dei reati presupposto e la sua espansione, la difesa dell’ente nel procedimento con particolare attenzione alle misure cautelari interdittive, al sequestro e alla confisca del profitto, e infine le prospettive di riforma del decreto.

Restano fuori due cose, per scelta. Le questioni di consulenza pura, che appartengono alle pagine di servizio dello Studio e non a una collana scientifica. E le rassegne di novità: un contributo che si limiti a ordinare lo stato dell’arte non è un quaderno, è una rassegna, e come tale non viene pubblicato qui.

Il catalogo aggiornato dei reati presupposto del D.Lgs. 231/2001 è consultabile a parte e viene verificato ogni due settimane; la disciplina generale è esposta nella pagina sulla responsabilità amministrativa degli enti.

Che cosa pubblica e che cosa no

Lo standard è dichiarato qui perché chi legge possa verificarne il rispetto numero per numero. Ogni contributo deve avere una tesi propria, specifica e discutibile: se manca, il pezzo non esce. Estensione fra le seimila e le dodicimila parole, paragrafi numerati, sommario iniziale. Abstract in italiano e in inglese con cinque-sette parole chiave. Apparato di note con estremi completi delle pronunce e riferimenti di dottrina con autore, sede e pagina. Bibliografia finale. Data di chiusura del testo indicata in apertura. Versione PDF scaricabile accanto alla pagina, che resta l’originale.

La regola più vincolante riguarda le fonti: nessuna pronuncia viene citata se non se ne è letto il testo integrale. Un provvedimento conosciuto soltanto attraverso una massima, una rassegna o un commento resta fuori dal quaderno finché non è reperibile in originale. È la ragione per cui alcuni numeri escono più tardi di quanto la cronaca giudiziaria suggerirebbe.

Come si cita un contributo

Forma di citazione: Autore, Titolo del contributo, in Quaderni 231, Osservatorio Soardi, n. __, anno, paragrafo __. La pagina HTML è la versione di riferimento; il PDF è la copia stabile e riporta la stessa numerazione dei paragrafi, così che il richiamo resti valido in entrambe.

Proporre un contributo

Le proposte si inviano allo Studio con un abstract di duecento parole e l’indicazione della tesi sostenuta. Sono benvenute le segnalazioni di provvedimenti non ancora commentati, con gli estremi completi. La collana è curata dall’Avv. Stefano Soardi, del Foro di Bergamo; gli eventuali coautori sono indicati per esteso in apertura di ciascun contributo.