Sequestro probatorio di dati informatici: quanto può durare e quando i dati vanno restituiti

Compliance

Sequestro probatorio di dati informatici: proporzione della misura e restituzione della massa di dati all'impresa
Il sequestro probatorio di dati informatici deve restare proporzionato allo scopo dell’indagine: dopo la selezione, i dati vanno restituiti.

Il sequestro probatorio di dati informatici è legittimo solo se proporzionato alle esigenze dell’accertamento: lo ha ribadito la Cassazione con la sentenza n. 5193 del 2026, precisando che la massa di dati acquisita va restituita una volta decorso il tempo ragionevolmente necessario alla selezione di ciò che serve come prova. Per l’impresa che subisce il vincolo su server, computer e caselle di posta esistono rimedi precisi, e alcuni hanno scadenze brevi.

Indice

Che cos’è il sequestro probatorio di dati informatici

L’art. 253 del codice di procedura penale consente al pubblico ministero di disporre, con decreto motivato, il sequestro del corpo del reato e delle cose pertinenti al reato necessarie per l’accertamento dei fatti. Quando la cosa da apprendere è un archivio digitale, la disciplina si integra con le norme introdotte dalla legge 18 marzo 2008, n. 48, di ratifica della Convenzione di Budapest: perquisizioni estese ai sistemi informatici, sequestro di dati presso i fornitori di servizi (art. 254-bis c.p.p.), duplicazione su adeguato supporto con procedure che assicurino la conformità della copia all’originale.

Nella pratica il decreto colpisce quasi sempre molto più del necessario. Si sequestra il telefono, il computer, l’intero server, oppure se ne estrae una copia forense integrale, e dentro quella massa finiscono corrispondenza personale, dati di clienti e dipendenti, segreti commerciali che con l’ipotesi di reato non hanno alcun rapporto. È qui che il requisito della pertinenza mostra la sua tensione con la tecnica: selezionare prima di apprendere è spesso impossibile, ma apprendere tutto e per sempre non è consentito.

Il principio della Cassazione: proporzione e tempo

La Corte di cassazione, Sezione seconda penale, con la sentenza n. 5193 del 28 gennaio 2026 (depositata il 9 febbraio 2026), massimata dall’Ufficio del Massimario con il numero Rv. 289486-01, ha fissato due coordinate. Il sequestro probatorio che investe una massa di dati informatici è legittimo se rispetta il canone di proporzionalità rispetto alle esigenze dell’accertamento. Quella stessa massa, però, deve essere restituita al decorrere del tempo ragionevolmente necessario alle operazioni di selezione ed estrazione di quanto rileva come prova.

La massima ufficiale non quantifica il tempo ragionevole, e la valutazione resta rimessa al giudice del caso concreto. Il punto fermo è un altro: il trattenimento indiscriminato dell’intero archivio non può protrarsi a tempo indeterminato con la sola giustificazione che l’analisi è ancora in corso. La proporzione, in altri termini, non si misura solo al momento dell’apprensione, ma per tutta la durata del vincolo.

La linea del tempo dei rimedi

Al momento dell’esecuzione

Molto si decide nelle prime ore. Il difensore può chiedere che l’apprensione avvenga mediante duplicato informatico anziché con il prelievo fisico dei dispositivi, quando la copia è idonea a garantire la genuinità della prova; può far mettere a verbale la presenza di dati personali di terzi, di corrispondenza riservata, di informazioni coperte da segreto professionale o industriale; può indicare da subito le esigenze di continuità aziendale che il blocco dei sistemi compromette. Un verbale ben costruito è la base di ogni rimedio successivo.

Entro dieci giorni: il riesame

Contro il decreto di sequestro probatorio l’imputato, la persona alla quale le cose sono state sequestrate e quella che avrebbe diritto alla loro restituzione possono proporre richiesta di riesame ai sensi dell’art. 257 c.p.p., nelle forme dell’art. 324: il termine è di dieci giorni dalla esecuzione o dalla conoscenza del provvedimento. In quella sede si contestano la motivazione del decreto, la pertinenza delle cose apprese e, appunto, la proporzione della misura rispetto allo scopo dichiarato. La richiesta non sospende l’esecuzione.

In ogni momento: la richiesta di restituzione

L’art. 262 c.p.p. impone la restituzione delle cose sequestrate quando non è necessario mantenere il vincolo a fini di prova. Durante le indagini preliminari la richiesta si presenta al pubblico ministero, che provvede con decreto; contro il provvedimento di rigetto è ammessa opposizione davanti al giudice, che decide in camera di consiglio (art. 263 c.p.p.). È il canale naturale per far valere il principio della sentenza n. 5193 del 2026: quando la selezione è terminata, o avrebbe ragionevolmente dovuto esserlo, il trattenimento dell’intera massa non ha più titolo.

Dopo la selezione: dispositivi e dati estranei

Completate le operazioni tecniche, all’accusa serve ciò che è pertinente, non l’archivio. I supporti fisici vanno restituiti quando il duplicato è stato acquisito; i dati estranei all’ipotesi di reato non hanno ragione di restare nella disponibilità degli inquirenti. Per l’impresa la restituzione non è un dettaglio patrimoniale: dentro quella massa ci sono rapporti con clienti, dati protetti e know-how la cui giacenza prolungata è essa stessa un pregiudizio.

Tabella riepilogativa

MomentoStrumentoRiferimento
Esecuzione del sequestroOsservazioni a verbale, richiesta di procedere per duplicato informaticoArtt. 253 e 254-bis c.p.p.
Entro dieci giorniRichiesta di riesame del decretoArtt. 257 e 324 c.p.p.
In ogni momentoRichiesta di restituzione al PM; opposizione al giudice contro il rigettoArtt. 262 e 263 c.p.p.
Esaurita la selezioneRestituzione della massa di dati e dei supportiCass. pen., Sez. II, n. 5193/2026, Rv. 289486-01

Se l’indagine riguarda l’ente: il ponte con il 231

Quando il reato per cui si procede rientra tra i reati presupposto del D.Lgs. 231/2001, i dati sequestrati alla società alimentano di regola anche il procedimento a carico dell’ente. La distinzione dal sequestro preventivo resta essenziale: quello probatorio serve alla prova, quello preventivo anticipa la confisca e risponde a presupposti diversi, come la motivazione del vincolo cautelare sui beni insegna. Sul terreno fiscale il tema si intreccia con il blocco dei beni nelle indagini fiscali.

Per la società coinvolta contano poi le mosse processuali: le scelte difensive dell’ente nel procedimento a suo carico hanno scadenze proprie, la procura speciale per impugnare nell’interesse dell’ente ha forme che non ammettono errori, e il quadro delle misure che possono colpire l’impresa prima della condanna consiglia di non isolare mai il singolo atto. Su questo sito il tema era già emerso in un precedente in materia ambientale, sotto il profilo del rapporto tra la cosa appresa e il reato.

Il punto dell’Avv. Soardi

Nella mia esperienza il vero terreno di scontro non è quasi mai l’an del sequestro, ma il suo perimetro e la sua durata. Un decreto che apprende tutto è difficile da evitare quando l’urgenza investigativa è reale; un trattenimento che dura mesi senza che la selezione avanzi è invece aggredibile, e la sentenza n. 5193 del 2026 dà a questa aggressione una base solida. La leva pratica è documentale: mettere a verbale fin dal primo giorno la composizione della massa, i dati di terzi, il danno che la giacenza produce sulla continuità aziendale, e poi scandire richieste di restituzione motivate, non generiche. Resta un punto che la massima non scioglie, e che dichiaro irrisolto: quanto tempo sia ragionevole nessuno lo dice in astratto, e la risposta dipenderà dalla complessità tecnica delle operazioni e dalla diligenza con cui l’accusa le conduce. È esattamente il terreno su cui la motivazione integrale della pronuncia meriterà una lettura attenta.

Domande frequenti

Possono sequestrare l’intero server aziendale?

Sì, se il decreto è motivato e la misura è proporzionata alle esigenze dell’accertamento. La legittimità iniziale, però, non copre il trattenimento indefinito: decorso il tempo ragionevolmente necessario alla selezione, la massa di dati va restituita.

Entro quando si può chiedere il riesame?

Entro dieci giorni dalla esecuzione del sequestro o dalla data in cui l’interessato ne ha avuto conoscenza, con richiesta al tribunale del riesame ai sensi degli artt. 257 e 324 c.p.p.

Come si ottiene la restituzione dei dispositivi?

Con richiesta al pubblico ministero ai sensi dell’art. 262 c.p.p. Se la richiesta viene respinta, si propone opposizione al giudice, che decide in camera di consiglio (art. 263 c.p.p.). Quando è stato acquisito un duplicato conforme, il trattenimento del supporto fisico perde in genere ogni giustificazione.

La copia forense sostituisce il sequestro dell’originale?

Spesso sì. Il codice privilegia, per i dati informatici, forme di acquisizione che assicurino la conformità della copia all’originale e la sua immodificabilità. Chiedere a verbale che si proceda per duplicato è una delle prime mosse difensive utili.

Che differenza c’è con il sequestro preventivo?

Il sequestro probatorio serve all’accertamento del fatto; quello preventivo, disciplinato dall’art. 321 c.p.p. e, per l’ente, dall’art. 53 del D.Lgs. 231/2001, immobilizza beni in funzione della confisca. Presupposti, motivazione e rimedi seguono regole diverse.

E se nella massa ci sono dati di clienti o dipendenti?

La presenza di dati personali di terzi va segnalata subito e rafforza la richiesta di selezione tempestiva: il vincolo su informazioni estranee al reato incide su soggetti che con l’indagine non hanno nulla a che fare, e pesa nella valutazione di proporzione.

Se la sua impresa ha subito il sequestro di dispositivi o di archivi digitali e vuole valutare il riesame o una richiesta di restituzione, lo Studio può esaminare il decreto e i verbali e indicare i margini concreti. Può scrivere dalla pagina contatti.

Soardi Studio Legale ha sedi a Bergamo e a Brescia e opera stabilmente anche su Milano, Monza e Brianza e Bologna, oltre che sull’intero territorio nazionale, nei settori del diritto penale d’impresa e della compliance.

Avv. Stefano Soardi – data di stesura: 21 settembre 2026