Difesa per bancarotta: l’amministratore nella liquidazione giudiziale

Facciata a vetri di un edificio per uffici vista dal basso: difesa per bancarotta nella liquidazione giudiziale, Soardi Studio Legale
La facciata a vetri di un edificio per uffici, vista dal basso

Quando la società entra in liquidazione giudiziale, il curatore ricostruisce gli ultimi anni di gestione e riferisce al pubblico ministero. La difesa per bancarotta comincia da quella ricostruzione: lo Studio assiste l’amministratore, il sindaco o il liquidatore nell’indagine per bancarotta fraudolenta, semplice o preferenziale (artt. 322-330 del codice della crisi).

Indice

Difesa per bancarotta: quando serve

Il momento giusto è prima della prima convocazione in Procura, non dopo.

Con la sentenza che apre la liquidazione giudiziale il curatore prende i libri contabili, i bilanci, gli estratti conto, i contratti, e confronta ciò che la società aveva con ciò che resta. Ogni uscita non spiegata, ogni pagamento a un socio o a una società collegata, ogni bilancio che non torna diventa una domanda nella sua relazione, e la relazione arriva al pubblico ministero. Da lì possono partire l’iscrizione nel registro delle notizie di reato, le convocazioni, a volte il sequestro dei beni personali degli amministratori.

Il servizio riguarda chi ha amministrato, controllato o liquidato la società, e l’imprenditore individuale. Serve anche quando l’avviso di garanzia non è ancora arrivato ma la liquidazione è aperta e il curatore ha chiesto chiarimenti: le risposte date in quella fase entrano nel fascicolo.

Chi risponde di bancarotta e chi ha bisogno di difesa

Il codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 14/2019) punisce l’imprenditore dichiarato in liquidazione giudiziale (artt. 322 e 323) e, nelle società, estende le stesse pene ad amministratori, direttori generali, sindaci e liquidatori che hanno commesso i fatti previsti (art. 329, per la bancarotta fraudolenta; art. 330, per quella semplice).

Per le società ci sono due ipotesi in più. È bancarotta fraudolenta cagionare o concorrere a cagionare il dissesto commettendo uno dei reati societari richiamati dall’art. 329, come le false comunicazioni sociali; ed è bancarotta fraudolenta cagionare il dissesto con dolo o per effetto di operazioni dolose. È invece bancarotta semplice concorrere a cagionare o aggravare il dissesto con l’inosservanza degli obblighi di legge (art. 330). La differenza fra questi casi si gioca sull’elemento psicologico e sul nesso fra la condotta e il dissesto: è lì che la difesa per bancarotta lavora di più. Il quadro dei reati è nella pagina sui reati fallimentari e la bancarotta.

Che cosa comprende il servizio

L’incarico accompagna la persona dalla lettura della relazione del curatore fino al processo. Comprende:

  • lettura della sentenza di apertura della liquidazione giudiziale, della relazione del curatore e degli atti che il curatore ha trasmesso;
  • ricostruzione della gestione con un consulente contabile di parte: bilanci, flussi finanziari, rapporti con società collegate, compensi e rimborsi agli amministratori;
  • preparazione alle convocazioni del curatore e del pubblico ministero, con la scelta su che cosa dichiarare e che cosa documentare;
  • memorie, documenti e richieste di indagini dopo l’avviso di conclusione delle indagini (art. 415-bis c.p.p.);
  • difesa contro il sequestro dei beni personali, con riesame e istanze di revoca;
  • valutazione dei riti alternativi e delle condotte riparatorie verso la procedura;
  • difesa in udienza preliminare, in dibattimento e in appello.

Il compenso viene definito con preventivo scritto prima dell’incarico, in base all’attività prevista e nel rispetto dei parametri forensi di cui al D.M. 55/2014.

Come lavora lo Studio nella difesa per bancarotta

Un processo per bancarotta è un processo sui documenti. Si vince o si perde sulla capacità di spiegare ogni movimento contestato, meglio se prima che l’accusa lo abbia già qualificato.

Difesa per bancarotta: dalla relazione del curatore alla ricostruzione

  1. Lettura della relazione. Si individuano le operazioni che il curatore indica come anomale: prelievi, cessioni di beni o rami d’azienda, pagamenti a creditori scelti, scritture mancanti.
  2. Recupero dei documenti. Molte carte stanno ormai presso il curatore o presso il vecchio commercialista. Si chiedono copie, estratti conto, corrispondenza, verbali di assemblea e del collegio sindacale.
  3. Ricostruzione contabile. Con il consulente di parte si ricostruisce la destinazione delle somme contestate e il momento in cui la crisi era riconoscibile: è il dato che distingue un pagamento lecito da una distrazione o da una preferenza.

Dalle indagini al processo

  1. Scelte difensive. Dichiarazioni, memorie, investigazioni difensive; dopo l’avviso ex art. 415-bis c.p.p. restano 20 giorni, come descritto nella pagina sulla difesa nelle indagini preliminari.
  2. Patrimonio personale. Se il pubblico ministero chiede il sequestro dei beni dell’amministratore, si attiva la difesa descritta nella pagina sul sequestro del conto corrente e dei beni.
  3. Rito e riparazione. Si valuta il rito, anche alla luce di eventuali restituzioni alla procedura, secondo quanto descritto nella pagina sui riti alternativi.

Difesa per bancarotta fraudolenta, semplice e preferenziale: pene e differenze

La bancarotta fraudolenta patrimoniale punisce chi ha distratto, occultato, dissimulato, distrutto o dissipato beni, o ha esposto passività inesistenti per recare pregiudizio ai creditori; quella documentale punisce chi ha sottratto, distrutto o falsificato le scritture, o le ha tenute in modo da non permettere la ricostruzione del patrimonio. La pena è della reclusione da tre a dieci anni (art. 322, comma 1).

La bancarotta preferenziale riguarda chi, prima o durante la procedura, esegue pagamenti o simula titoli di prelazione per favorire un creditore a danno degli altri: reclusione da uno a cinque anni (art. 322, comma 3). La bancarotta semplice riguarda, fra l’altro, spese personali eccessive, operazioni di grave imprudenza per ritardare la procedura, l’aggravamento del dissesto per non aver chiesto l’apertura della liquidazione, la tenuta irregolare delle scritture nei tre anni precedenti: reclusione da sei mesi a due anni (art. 323).

Alle pene principali si aggiungono l’inabilitazione all’esercizio di un’impresa commerciale e l’incapacità a esercitare uffici direttivi, fino a dieci anni per la bancarotta fraudolenta e fino a due anni per quella semplice. Le pene aumentano fino alla metà se il danno patrimoniale è di rilevante gravità e si riducono fino a un terzo se è di speciale tenuità (art. 326). Per chi amministra ancora altre società, la pena accessoria pesa quanto la principale, e la difesa per bancarotta deve tenerne conto fin dalla scelta del rito.

Esenzioni dalla bancarotta: un argomento di difesa

Non ogni pagamento fatto in crisi è un reato. L’art. 324 esclude la bancarotta preferenziale e la bancarotta semplice per i pagamenti e le operazioni compiuti in esecuzione di un concordato preventivo, di accordi di ristrutturazione omologati, di un piano attestato o di un concordato minore omologato, e per i pagamenti e i finanziamenti autorizzati dal giudice. Chi ha tentato un risanamento con questi strumenti deve poterlo documentare: piano, attestazione, omologa, autorizzazioni.

L’esenzione non copre la bancarotta fraudolenta patrimoniale o documentale. Resta quindi decisivo ricostruire perché un’operazione è stata fatta, per chi e con quali risorse, anche quando si inserisce in un piano.

Fallimenti dichiarati prima del codice della crisi

Il codice della crisi è in vigore dal 15 luglio 2022. Per i fallimenti dichiarati prima di quella data continua ad applicarsi la legge fallimentare (R.D. 267/1942), con le figure di bancarotta degli artt. 216, 217, 223 e 224, che il codice ha ripreso nella sostanza. Molti procedimenti in corso riguardano ancora fallimenti di quegli anni: la prima verifica è sempre quale disciplina si applica e se il reato è prescritto. L’articolo sulla bancarotta fraudolenta descrive le condotte in modo più esteso.

In sintesi: situazione, intervento, esito atteso

SituazioneCosa facciamoEsito atteso
Liquidazione giudiziale appena apertaLettura della sentenza, preparazione ai colloqui con il curatoreDichiarazioni coerenti e documentate fin dall’inizio
Relazione del curatore con operazioni contestateRicostruzione contabile con consulente di parteSpiegazione documentata di ogni movimento
Contestazione di distrazioneProva della destinazione delle somme e del momento della crisiEsclusione della distrazione o riqualificazione del fatto
Pagamenti a creditori sceltiVerifica delle esenzioni dell’art. 324 e del contesto della crisiEsclusione della bancarotta preferenziale
Sequestro dei beni dell’amministratoreRiesame e istanze di revoca, anche parzialeRiduzione o revoca del vincolo
Fallimento dichiarato prima del 15 luglio 2022Verifica della legge applicabile e della prescrizioneCorretta qualificazione e verifica dei termini

Il punto dell’Avv. Soardi

La bancarotta si difende a ritroso: si parte dal dissesto e si risale a ogni scelta che l’ha preceduto, spesso anni dopo, con un curatore che legge con il senno di poi decisioni prese in mezzo a una crisi. Il mio lavoro è rimettere quelle decisioni nel loro tempo, con i documenti di allora. Chiedo agli amministratori una cosa sola, all’inizio: non spiegare nulla a voce che non si possa provare con un documento. Il punto che tengo aperto è la distinzione fra la distrazione e la cattiva gestione. La legge le separa con nettezza, fraudolenta da una parte e semplice dall’altra; nei fascicoli il confine si sposta spesso verso la prima, e riportarlo al suo posto è metà della difesa.

Domande frequenti

Chi rischia l’accusa di bancarotta quando la società va in liquidazione giudiziale?

Gli amministratori, i direttori generali, i sindaci e i liquidatori che hanno commesso i fatti previsti dal codice della crisi (artt. 329 e 330 D.Lgs. 14/2019), oltre all’imprenditore individuale (artt. 322 e 323). La responsabilità è personale: si valuta che cosa ciascuno ha fatto o omesso, e con quale consapevolezza.

Qual è la differenza fra bancarotta fraudolenta e semplice?

La fraudolenta riguarda distrazioni, occultamenti, passività inesistenti, falsificazione o sottrazione delle scritture, e il dissesto causato con dolo: reclusione da tre a dieci anni. La semplice riguarda condotte imprudenti o negligenti, come spese eccessive o scritture tenute male: reclusione da sei mesi a due anni (artt. 322 e 323).

Pagare un fornitore durante la crisi è bancarotta preferenziale?

Può esserlo, se il pagamento è fatto per favorire quel creditore a danno degli altri (art. 322, comma 3). Non lo è se il pagamento è compiuto in esecuzione di un concordato, di un accordo di ristrutturazione omologato, di un piano attestato o è autorizzato dal giudice (art. 324). Conta il contesto, e va documentato.

Quando conviene attivare la difesa per bancarotta?

Appena la liquidazione giudiziale è aperta e il curatore chiede incontri o chiarimenti. Le risposte date al curatore finiscono nella sua relazione e poi nel fascicolo del pubblico ministero. Arrivare con i documenti già ordinati e una ricostruzione coerente cambia il modo in cui le operazioni vengono lette.

Quali pene accessorie comporta una condanna per bancarotta?

L’inabilitazione all’esercizio di un’impresa commerciale e l’incapacità a esercitare uffici direttivi presso qualsiasi impresa, fino a dieci anni per la bancarotta fraudolenta e fino a due anni per quella semplice (artt. 322, comma 4, e 323, comma 3). Per chi amministra altre società sono spesso la conseguenza più pesante.

Per un fallimento dichiarato prima del 2022 vale il codice della crisi?

No. Per i fallimenti dichiarati prima del 15 luglio 2022 si applica ancora la legge fallimentare, con gli artt. 216, 217, 223 e 224. La prima verifica riguarda la disciplina applicabile e i termini di prescrizione del reato contestato.

Richiedere un confronto

Telefona al numero +39 035 236659 o scrivi a info@studiosoardi.com indicando la società, la data di apertura della liquidazione giudiziale e il ruolo che hai avuto. Porta la sentenza, eventuali comunicazioni del curatore e gli ultimi bilanci. I recapiti completi sono nella pagina dei contatti. Il primo confronto viene fissato subito ed è a pagamento: il compenso ti viene indicato prima dell’incontro. Se sei già assistito dallo Studio, l’Avv. Soardi è raggiungibile 24 ore su 24, 7 giorni su 7.

Dove riceve lo Studio

Lo Studio assiste amministratori, sindaci e imprenditori su tutto il territorio nazionale e segue il procedimento davanti all’ufficio giudiziario competente. Riceve su appuntamento nelle sedi indicate qui sotto e da remoto. L’area di attività è descritta nella pagina sul diritto penale dell’economia.

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Avv. Stefano Soardi – testo redatto il 23 settembre 2026