Relazione Annuale OdV: Contenuto, Funzione E Valore Per L’Azienda

Compliance

Relazione Annuale ODV 231

La Relazione Annuale ODV è il documento con cui l’Organismo di Vigilanza riferisce all’organo amministrativo sull’attività svolta, sui controlli effettuati, sui flussi informativi ricevuti, sulle criticità emerse e sulle eventuali esigenze di aggiornamento del Modello 231. Non è una relazione di cortesia. È uno strumento di tracciabilità, controllo e governance del sistema 231.

Nella pratica, la relazione annuale dell’Organismo di Vigilanza viene spesso sottovalutata. L’OdV si riunisce, riceve qualche informazione, redige alcuni verbali e poi, a fine anno, prepara un documento molto sintetico. Tuttavia, se la relazione è troppo generica, non consente all’azienda di capire davvero se il modello funzioni, se i flussi siano adeguati e se vi siano aree da correggere.

Il tema si inserisce nel quadro della Responsabilità Amministrativa Degli Enti, disciplinata dal D.Lgs. 231/2001 consultabile su Normattiva. L’art. 6 del decreto attribuisce rilievo all’organismo dotato di autonomi poteri di iniziativa e controllo, chiamato a vigilare sul funzionamento e sull’osservanza dei modelli e a curarne l’aggiornamento.

Per questa ragione, la Relazione Annuale OdV deve essere coerente con il Modello Organizzativo 231, con i flussi informativi, con i verbali dell’OdV e con il ruolo dell’Organismo Di Vigilanza. Una relazione ben costruita non serve solo a chiudere l’anno. Serve a dimostrare che l’OdV ha lavorato, che l’azienda ha ricevuto indicazioni e che il sistema 231 è stato monitorato.

Relazione Annuale dell’Organismo di Vigilanza: a cosa serve davvero?

La Relazione Annuale OdV serve a mettere l’organo amministrativo nelle condizioni di conoscere lo stato del Modello 231.

Non dovrebbe essere un documento standard, identico ogni anno. Al contrario, dovrebbe raccontare in modo ordinato che cosa è stato fatto dall’Organismo di Vigilanza nel periodo di riferimento.

In concreto, la relazione dovrebbe aiutare l’azienda a capire:

  • se l’OdV si è riunito con regolarità;
  • quali documenti ha esaminato;
  • quali flussi informativi ha ricevuto;
  • quali funzioni aziendali sono state coinvolte;
  • quali verifiche sono state svolte;
  • se sono emerse criticità;
  • quali raccomandazioni sono state formulate;
  • se il modello deve essere aggiornato;
  • se la formazione 231 è stata svolta;
  • se whistleblowing, sistema disciplinare e flussi OdV sono coordinati;
  • se l’organo amministrativo deve assumere decisioni.

In altri termini, la relazione annuale non è solo un riepilogo. È un passaggio di responsabilità organizzativa.

L’OdV segnala. L’organo amministrativo valuta. L’azienda decide come intervenire.

La Relazione Annuale è obbligatoria?

Il D.Lgs. 231/2001 non prevede uno schema rigido di Relazione Annuale OdV e non stabilisce un modello unico da utilizzare.

Tuttavia, l’art. 6 richiede che l’Organismo di Vigilanza abbia autonomi poteri di iniziativa e controllo e vigili sul funzionamento e sull’osservanza del modello. Proprio per questo, nella prassi, la relazione periodica o annuale rappresenta uno strumento essenziale per documentare l’attività svolta e riferire all’organo dirigente.

La relazione, quindi, non va intesa come un adempimento burocratico isolato. È una conseguenza naturale della funzione dell’OdV.

Se l’Organismo di Vigilanza controlla, riceve flussi, esamina criticità e propone aggiornamenti, deve anche lasciare traccia strutturata di ciò che ha fatto. Diversamente, l’attività rischia di restare frammentata nei soli verbali o, peggio, non pienamente documentata.

In molti Modelli 231, infatti, la relazione annuale è prevista dalla Parte Generale, dal regolamento OdV o dalla delibera di nomina. Per questa ragione, occorre verificare cosa dice il modello adottato dalla singola azienda.

Relazione Annuale Organismo Di Vigilanza: chi deve riceverla?

La Relazione Annuale Organismo Di Vigilanza dovrebbe essere indirizzata all’organo amministrativo dell’ente.

Nelle società di capitali, di regola, il destinatario sarà il consiglio di amministrazione oppure l’amministratore unico. In alcuni casi, la relazione può essere trasmessa anche al collegio sindacale, al revisore, al comitato controllo e rischi o ad altri organi interni, secondo quanto previsto dal Modello 231 e dall’assetto societario.

Il punto, però, è più concreto.

La relazione deve arrivare a chi può decidere.

Se l’OdV segnala che i flussi informativi sono insufficienti, che il modello non è aggiornato, che la formazione non è documentata o che alcune procedure non vengono applicate, l’informazione deve raggiungere un organo capace di intervenire.

Una relazione inviata a soggetti privi di potere decisionale rischia di perdere efficacia.

Per questo motivo, il Modello 231 dovrebbe indicare con chiarezza destinatari, tempi e modalità di trasmissione della relazione.

Cosa deve contenere la relazione?

La Relazione Annuale OdV dovrebbe avere un contenuto concreto, proporzionato alla dimensione dell’azienda e ai rischi mappati.

Non esiste una formula unica. Tuttavia, alcuni elementi sono normalmente utili.

Sezione Della RelazioneContenuto Da Inserire
PremessaPeriodo di riferimento e composizione dell’OdV
Attività svoltaRiunioni, verifiche, documenti esaminati, interlocuzioni
Flussi informativiInformazioni ricevute dalle funzioni aziendali
Verbali OdVSintesi delle riunioni e delle attività documentate
CriticitàEventuali anomalie, carenze o ritardi rilevati
Formazione 231Controllo su corsi, presenze, attestati e aggiornamenti
WhistleblowingCoordinamento con segnalazioni rilevanti per il modello
Aggiornamento modelloEsigenze di revisione del Modello 231
RaccomandazioniIndicazioni operative all’organo amministrativo
Programma futuroAttività previste per il periodo successivo

Questa struttura può essere adattata. Una PMI potrà avere una relazione più snella. Una società complessa, invece, richiederà un documento più articolato.

Tuttavia, la regola resta la stessa: la relazione deve consentire di comprendere cosa ha fatto l’OdV e cosa deve fare l’azienda.

Relazione Annuale e verbali: qual è la differenza?

La Relazione Annuale OdV non sostituisce i verbali dell’Organismo di Vigilanza.

I verbali documentano le singole riunioni o le singole attività. La relazione annuale, invece, offre una visione complessiva del periodo.

Un verbale può indicare che, in una certa data, l’OdV ha esaminato un flusso informativo, ha richiesto chiarimenti alla funzione acquisti o ha valutato una segnalazione relativa alla formazione. La relazione annuale dovrebbe mettere insieme questi elementi e spiegare cosa emerge nel quadro generale.

La differenza è importante.

Un OdV può avere verbali ordinati, ma una relazione annuale debole. Oppure può redigere una relazione annuale ampia, ma senza verbali che dimostrino l’attività sottostante. In entrambi i casi, il sistema documentale non è ideale.

In pratica, verbali e relazione devono dialogare.

I verbali mostrano il percorso. La relazione mostra il risultato del percorso.

Relazione Annuale e flussi informativi

I flussi informativi sono una delle parti più importanti della Relazione Annuale OdV.

L’OdV dovrebbe indicare quali flussi ha ricevuto, da quali funzioni aziendali, con quale frequenza e con quale livello di completezza.

In particolare, la relazione può dare conto di flussi relativi a:

  • modifiche organizzative;
  • deleghe e procure;
  • infortuni e quasi infortuni;
  • ispezioni;
  • contestazioni ambientali;
  • anomalie amministrative o contabili;
  • appalti e fornitori critici;
  • rapporti con la Pubblica Amministrazione;
  • procedimenti disciplinari;
  • formazione 231;
  • segnalazioni whistleblowing rilevanti;
  • aggiornamenti normativi;
  • nuovi rischi aziendali.

Se alcuni flussi non sono arrivati, la relazione dovrebbe dirlo.

Questo punto è spesso delicato. L’OdV non dovrebbe limitarsi a prendere atto del silenzio aziendale. Se i flussi sono previsti dal modello ma non vengono trasmessi, occorre segnalarlo. Inoltre, può essere opportuno proporre una revisione delle procedure o una comunicazione interna alle funzioni coinvolte.

Un OdV senza flussi non vigila davvero. Attende informazioni che non arrivano.

Relazione Annuale e controlli svolti

La Relazione Annuale OdV dovrebbe descrivere i controlli svolti nel periodo di riferimento.

Non serve indicare ogni dettaglio operativo. Tuttavia, devono emergere le aree verificate.

Per esempio:

  • controllo sui flussi informativi;
  • verifica delle deleghe e procure;
  • esame della formazione 231;
  • controllo su procedure acquisti;
  • verifica su appalti o subappalti;
  • analisi di infortuni o quasi infortuni;
  • esame di segnalazioni rilevanti;
  • controllo su aggiornamento del modello;
  • verifica su procedure whistleblowing;
  • esame di eventuali rilievi ambientali;
  • controllo su consulenze, omaggi o sponsorizzazioni;
  • verifica su rapporti con la Pubblica Amministrazione.

La relazione non deve far sembrare che l’OdV abbia controllato tutto indistintamente. Sarebbe poco credibile.

È preferibile indicare controlli mirati, coerenti con il risk assessment.

Se l’azienda ha rischi sicurezza, la relazione dovrebbe dare conto dei controlli su quella materia o se ha rischi fiscali, sarà utile un riferimento ai flussi amministrativi, alle procedure contabili e ai presidi sui Reati Tributari. Se lavora con la Pubblica Amministrazione, la relazione dovrebbe considerare gare, autorizzazioni, contributi e rapporti sensibili.

Rapporto con l’aggiornamento del Modello 231

Uno dei punti più importanti della Relazione Annuale OdV riguarda l’aggiornamento del Modello 231.

L’OdV non approva il modello al posto dell’organo amministrativo. Tuttavia, deve segnalare eventuali esigenze di revisione.

L’aggiornamento può essere necessario quando cambiano:

  • normativa;
  • reati presupposto;
  • organigramma;
  • deleghe e procure;
  • sedi operative;
  • processi aziendali;
  • fornitori;
  • appalti;
  • sistemi informatici;
  • procedure whistleblowing;
  • assetti di governance;
  • rischi sicurezza o ambiente;
  • flussi amministrativi e fiscali.

La relazione annuale dovrebbe indicare se, nel periodo esaminato, sono emerse circostanze tali da suggerire un aggiornamento.

Non sempre sarà necessario modificare il modello. Tuttavia, anche la decisione di non aggiornare dovrebbe essere il risultato di una valutazione, non di inerzia.

In molti casi, la relazione annuale diventa il documento attraverso cui l’OdV segnala che il modello sta invecchiando.

Connessione con la formazione 231

La formazione 231 è un altro elemento da trattare nella Relazione Annuale OdV.

L’OdV dovrebbe indicare se ha ricevuto informazioni sulla formazione svolta e se la documentazione appare adeguata.

In particolare, la relazione può richiamare:

  • corsi effettuati;
  • categorie di destinatari;
  • formazione per amministratori;
  • formazione per funzioni sensibili;
  • formazione per nuovi assunti;
  • materiali utilizzati;
  • registri presenze;
  • attestati;
  • eventuali test;
  • aggiornamenti formativi dopo modifiche del modello.

Il punto non è valutare la qualità didattica in astratto. Il punto è capire se la formazione contribuisce all’effettiva attuazione del modello.

Una società che non forma i destinatari rischia di avere un modello poco conosciuto. Inoltre, se la formazione non è documentata, diventa difficile dimostrare che sia stata effettivamente svolta.

Per questa ragione, la relazione annuale dovrebbe sempre dedicare spazio al tema formativo, almeno nelle aziende in cui la formazione è parte essenziale del sistema 231.

Relazione Annuale dell’Organismo e whistleblowing

Il whistleblowing deve essere coordinato con il Modello 231 e, di conseguenza, può entrare nella Relazione Annuale OdV.

ANAC chiarisce che la disciplina del D.Lgs. 24/2023 riguarda anche il settore privato in presenza di determinate condizioni, tra cui l’adozione di modelli di organizzazione e gestione ai sensi del D.Lgs. 231/2001; inoltre, richiama tra le violazioni segnalabili anche condotte illecite rilevanti ai sensi del D.Lgs. 231/2001 e violazioni dei modelli di organizzazione e gestione. (ANAC – Whistleblowing)

Questo non significa che l’OdV debba sempre gestire direttamente le segnalazioni. Dipende dall’assetto adottato dall’ente.

Tuttavia, la relazione annuale può indicare se:

  • il sistema whistleblowing è stato verificato;
  • la procedura è coordinata con il modello;
  • sono emerse segnalazioni rilevanti ai fini 231;
  • sono stati rispettati i presidi di riservatezza;
  • sono stati previsti flussi verso l’OdV;
  • il sistema disciplinare è coerente;
  • la formazione ha trattato anche il whistleblowing.

Naturalmente, la relazione deve rispettare la riservatezza dei segnalanti e delle persone coinvolte. Non deve trasformarsi in un documento che espone dati o elementi identificativi non necessari.

Relazione Annuale dell’Organismod di Vigilanza e reati presupposto

La Relazione Annuale OdV dovrebbe collegare l’attività svolta ai reati presupposto rilevanti per l’azienda.

Non è necessario trattare ogni famiglia di reati in modo identico. Al contrario, la relazione dovrebbe concentrarsi sui rischi concretamente emersi dal modello e dal risk assessment.

Per esempio:

  • per una società edile, sicurezza sul lavoro, appalti e subappalti;
  • per una società manifatturiera, sicurezza, ambiente, fornitori e manutenzioni;
  • per una società con rapporti pubblici, corruzione, gare, contributi e autorizzazioni;
  • per un’impresa con processi amministrativi complessi, reati tributari, societari, riciclaggio e autoriciclaggio;
  • per un’impresa digitale, reati informatici, privacy, accessi e cybersecurity.

Questo collegamento rende la relazione più utile.

Una relazione annuale che parla genericamente di “controlli” senza collegarli ai reati presupposto dice poco. Al contrario, una relazione che mostra quali aree sono state presidiate consente all’azienda di capire se il modello sta davvero lavorando sui rischi corretti.

L’interesse o vantaggio dell’ente ed il rapporto con la relazione annuale

Nella responsabilità 231, il tema dell’interesse o vantaggio dell’ente è centrale.

La relazione annuale non deve trasformarsi in un parere difensivo. Tuttavia, può contribuire a documentare che l’azienda ha adottato un sistema di controllo orientato a prevenire condotte illecite nell’interesse o vantaggio dell’ente.

Questo aspetto emerge soprattutto quando la relazione dà conto di:

  • protocolli effettivamente verificati;
  • flussi informativi ricevuti;
  • anomalie segnalate;
  • richieste di chiarimento;
  • raccomandazioni dell’OdV;
  • aggiornamenti proposti;
  • formazione svolta;
  • risposte dell’organo amministrativo.

In altri termini, la relazione annuale può aiutare a dimostrare che il modello non è solo un documento adottato, ma un sistema seguito nel tempo.

Naturalmente, il valore della relazione dipende dalla qualità dell’attività sottostante.

Una relazione generica non rafforza molto. Una relazione concreta, invece, può avere un peso rilevante nella ricostruzione dell’effettività del sistema 231.

Relazione Annuale e colpa di organizzazione

La colpa di organizzazione riguarda, in termini generali, l’inadeguatezza dell’assetto organizzativo dell’ente rispetto alla prevenzione del reato.

La Relazione Annuale OdV può essere importante perché documenta se l’azienda ha controllato, monitorato e aggiornato il proprio sistema.

Se l’OdV segnala carenze e l’azienda non interviene, la relazione può mostrare una criticità rimasta senza risposta. Se invece l’OdV segnala un problema e l’organo amministrativo adotta misure correttive, la relazione contribuisce a documentare una reazione organizzativa.

Questo è un punto spesso trascurato.

La relazione annuale non serve solo a descrivere ciò che è andato bene. Serve anche a far emergere ciò che non funziona.

Una relazione che non segnala mai criticità, anche quando il modello è datato, i flussi mancano e la formazione non è documentata, rischia di apparire poco credibile.

Relazione Annuale dell’Organismo di Vigilanza: quali errori evitare?

Gli errori più frequenti nella Relazione Annuale OdV sono concreti.

Il primo è redigere una relazione troppo generica. Il secondo è ripetere ogni anno le stesse formule. Il terzo è non indicare i flussi ricevuti. Il quarto è non collegare la relazione ai verbali. Il quinto è non formulare raccomandazioni operative.

Altri errori ricorrenti sono:

  • non indicare il periodo di riferimento;
  • non richiamare le riunioni svolte;
  • non indicare i documenti esaminati;
  • non segnalare i flussi mancanti;
  • non distinguere criticità e raccomandazioni;
  • non trattare la formazione;
  • non considerare whistleblowing;
  • non valutare l’aggiornamento del modello;
  • non trasmettere la relazione all’organo amministrativo;
  • non conservare evidenza della trasmissione;
  • usare formule standard non aderenti all’azienda.

In pratica, la relazione annuale perde valore quando non racconta il lavoro effettivo dell’OdV.

Relazione Annuale OdV: un esempio pratico

Una società ha adottato il Modello 231 da alcuni anni. L’OdV si riunisce due volte l’anno e riceve pochi flussi. Nel frattempo, l’azienda apre una nuova sede, cambia il responsabile amministrativo, avvia un nuovo appalto e modifica alcune deleghe.

A fine anno, l’OdV redige una relazione di poche righe: “non sono emerse criticità”.

A prima vista, il documento sembra tranquillizzante. Tuttavia, se non vengono richiamate le modifiche organizzative, i flussi mancanti, l’assenza di aggiornamento del modello e la formazione non svolta sui nuovi processi, quella relazione rischia di essere debole.

Una relazione più utile avrebbe dovuto dire altro: quali informazioni sono state ricevute, quali non sono arrivate, quali cambiamenti aziendali richiedono verifica e quali interventi sono consigliati.

Il punto non è appesantire il documento. Il punto è renderlo aderente alla realtà.

Cosa dovrebbe verificare l’impresa nella relazione annuale?

L’impresa dovrebbe chiedersi se la relazione annuale dell’OdV sia davvero utile.

Le domande operative sono:

  • la relazione indica il periodo di riferimento?
  • richiama la composizione dell’OdV?
  • elenca le riunioni svolte?
  • richiama i verbali?
  • indica i flussi informativi ricevuti?
  • segnala eventuali flussi mancanti?
  • tratta formazione e aggiornamenti?
  • considera whistleblowing?
  • collega i controlli ai reati presupposto?
  • segnala criticità?
  • formula raccomandazioni?
  • indica attività future?
  • è stata trasmessa all’organo amministrativo?
  • l’organo amministrativo ha dato riscontro?

Se molte risposte sono negative, la relazione annuale andrebbe rivista.

A volte basta una struttura più chiara. In altri casi, invece, il problema è più profondo: l’OdV non riceve flussi, non programma controlli o non ha strumenti sufficienti.

Relazione Annuale: come dovrebbe essere conservata?

La Relazione Annuale OdV dovrebbe essere conservata in modo ordinato insieme alla documentazione del sistema 231.

Di norma, è opportuno conservare:

  • relazione firmata;
  • eventuale verbale di approvazione o presa d’atto;
  • prova della trasmissione all’organo amministrativo;
  • verbali OdV richiamati;
  • documenti esaminati, ove necessario;
  • flussi informativi rilevanti;
  • riscontri dell’organo amministrativo;
  • eventuali decisioni conseguenti.

La conservazione è importante perché consente di ricostruire l’attività svolta nel tempo.

Un documento non reperibile, non trasmesso o non collegato ai verbali perde valore. Al contrario, una relazione annuale inserita in un archivio 231 ordinato rafforza la tracciabilità del sistema.

Anche questo è un aspetto di compliance concreta.

Relazione Annuale dell’Organismo e procedimento penale dell’ente

In caso di procedimento ex D.Lgs. 231/2001, la relazione annuale dell’OdV può diventare un documento rilevante.

Naturalmente, ogni procedimento richiede una valutazione specifica. Tuttavia, quando si discute dell’effettività del modello, diventa importante ricostruire cosa sia stato fatto prima della contestazione.

In particolare, possono assumere rilievo:

  • nomina dell’OdV;
  • poteri dell’OdV;
  • verbali;
  • flussi informativi;
  • relazione annuale;
  • criticità segnalate;
  • risposte dell’organo amministrativo;
  • aggiornamenti del modello;
  • formazione svolta;
  • controlli sulle aree sensibili.

Una relazione annuale concreta può contribuire a dimostrare attività, vigilanza e monitoraggio. Al contrario, una relazione standard, priva di riferimenti specifici, può essere meno utile.

Il punto è semplice: se l’OdV ha lavorato, la documentazione deve poterlo dimostrare.

Nota di metodo e affidabilità del contenuto

Questo articolo ha finalità informativa e operativa. Le indicazioni sono costruite sulla disciplina del D.Lgs. 231/2001, sulle fonti istituzionali richiamate e sui problemi pratici che emergono nella gestione dei Modelli 231: relazione annuale, verbali OdV, flussi informativi, controlli, formazione, whistleblowing, aggiornamento e reati presupposto.

Tuttavia, la Relazione Annuale OdV deve essere costruita caso per caso. Una PMI, una società manifatturiera, un’impresa edile, una realtà sanitaria, una società partecipata e un gruppo aziendale non hanno gli stessi rischi e non richiedono lo stesso livello di dettaglio.

Per questa ragione, la relazione non dovrebbe essere copiata da modelli standard. Dovrebbe invece riflettere l’attività effettivamente svolta dall’Organismo di Vigilanza e le caratteristiche dell’ente.

Come Lo Studio Soardi assiste aziende e svolge l’attività di ODV

Lo Studio Soardi assiste società, imprese e Organismi di Vigilanza nella realizzazione, verifica e aggiornamento dei Modelli Organizzativi 231, nella formazione aziendale e nella gestione dei profili penali collegati al D.Lgs. 231/2001.

L’attività può comprendere:

  • verifica della struttura della relazione annuale OdV;
  • supporto nella predisposizione della relazione;
  • coordinamento tra verbali, flussi e relazione;
  • revisione del regolamento OdV;
  • definizione dei flussi informativi;
  • verifica dell’aggiornamento del modello;
  • controllo della formazione 231;
  • coordinamento con whistleblowing;
  • assistenza agli Organismi di Vigilanza;
  • incarichi di Organismo Di Vigilanza;
  • supporto in caso di contestazioni o procedimenti ex D.Lgs. 231/2001.

Inoltre, lo Studio Soardi ha sede a Bergamo e Brescia e assiste società nella realizzazione e nell’aggiornamento dei Modelli Organizzativi 231, nella formazione aziendale e negli incarichi di Organismo Di Vigilanza anche a Milano, Monza e Brianza, Bologna e su tutto il territorio nazionale.

Se la società deve adottare, aggiornare o verificare un Modello 231, è opportuno valutare non solo la documentazione formale, ma anche la qualità della relazione annuale, dei verbali, dei flussi informativi e della reale operatività dell’OdV.

Domande Frequenti Sulla Relazione Annuale dell’Organismo di Vigilanza

Che Cos’è La Relazione Annuale?

La Relazione Annuale è il documento con cui l’Organismo di Vigilanza riferisce all’organo amministrativo sull’attività svolta, sui controlli effettuati, sui flussi ricevuti, sulle criticità emerse e sugli aggiornamenti consigliati.

La Relazione Annuale È Obbligatoria?

Il D.Lgs. 231/2001 non prevede uno schema rigido di relazione annuale. Tuttavia, nella prassi, la relazione periodica o annuale è uno strumento importante per documentare l’attività dell’OdV e riferire all’organo amministrativo.

Cosa Deve Contenere La Relazione Annuale ?

Dovrebbe contenere attività svolta, riunioni, verbali, flussi informativi ricevuti, controlli effettuati, criticità, raccomandazioni, formazione, whistleblowing e proposte di aggiornamento del Modello 231.

A Chi Deve Essere Inviata La Relazione dell’Organismo di Vigilanza 231?

Di regola, la relazione deve essere inviata all’organo amministrativo, come consiglio di amministrazione o amministratore unico. In base al modello, può essere trasmessa anche ad altri organi di controllo.

La Relazione Annuale Sostituisce I Verbali?

No. I verbali documentano le singole riunioni o attività. La relazione annuale offre una sintesi complessiva del periodo e deve essere coerente con i verbali.

La Relazione Annuale Deve Parlare Dei Flussi Informativi?

Sì. I flussi informativi sono una parte essenziale dell’attività dell’OdV. La relazione dovrebbe indicare quali flussi sono arrivati, quali sono mancati e quali criticità sono emerse.

La Relazione Annuale Serve In Caso Di Procedimento 231?

Può essere rilevante perché documenta l’attività dell’OdV, i controlli svolti, i flussi ricevuti, le criticità segnalate e le eventuali proposte di aggiornamento del modello.

Schema FAQ

Domanda: Che cos’è la Relazione Annuale OdV?
Risposta: La Relazione Annuale dell’OdV è il documento con cui l’Organismo di Vigilanza riferisce all’organo amministrativo su attività svolta, controlli, flussi informativi, criticità e aggiornamenti del Modello 231.

Domanda: La Relazione Annuale OdV è obbligatoria?
Risposta: Il D.Lgs. 231/2001 non prevede uno schema rigido. Tuttavia, la relazione periodica o annuale è uno strumento importante per documentare l’attività dell’OdV e riferire all’organo amministrativo.

Domanda: Cosa deve contenere la Relazione Annuale OdV?
Risposta: Dovrebbe contenere riunioni, verbali, documenti esaminati, flussi informativi, controlli, criticità, raccomandazioni, formazione, whistleblowing e proposte di aggiornamento del modello.

Domanda: A chi deve essere trasmessa la Relazione Annuale OdV?
Risposta: Di regola, la relazione deve essere trasmessa all’organo amministrativo. In base al modello, può essere inviata anche ad altri organi di controllo.

Domanda: La Relazione Annuale OdV sostituisce i verbali?
Risposta: No. I verbali documentano le singole attività dell’OdV, mentre la relazione annuale offre una sintesi complessiva del periodo di riferimento.