Datore di lavoro indagato per infortunio: le prime 48 ore in azienda

Penale

Facciata di un palazzo di giustizia con bandiere italiana ed europea, copertina della guida per il datore di lavoro indagato dopo un infortunio sul lavoro
Dopo un infortunio grave in azienda, le scelte delle prime 48 ore accompagnano il datore di lavoro per tutto il procedimento penale.

Dalla ricezione del certificato medico il datore di lavoro ha 48 ore per comunicare l'infortunio all'INAIL (art. 18, comma 1, lettera r, del D.Lgs. 81/2008, testo vigente al 19/10/2026). Quando l'infortunio è grave, però, nelle stesse 48 ore prende forma anche il procedimento penale: sopralluogo degli organi di vigilanza, sequestri, prime dichiarazioni a verbale. Questa guida spiega, fase per fase, che cosa deve fare il datore di lavoro indagato, o che teme di esserlo, che cosa preparare e quali errori evitare.

La linea del tempo delle prime 48 ore

MomentoChe cosa accadeNorme di riferimentoChe cosa fa l'azienda
SubitoSoccorso all'infortunato, arrivo di 112 e polizia giudiziariaArt. 18 D.Lgs. 81/2008Presta soccorso, mette in sicurezza l'area, non altera lo stato dei luoghi
Prime oreAccertamenti urgenti sui luoghi, possibile sequestro di area o macchinarioArtt. 354 e 253 c.p.p.Individua i presenti, raccoglie DVR, nomine, verbali di formazione e manutenzione
Entro 48 oreComunicazione telematica dell'infortunio all'INAILArt. 18, c. 1, lett. r, D.Lgs. 81/2008Trasmette la comunicazione e conserva la ricevuta
Giorni successiviIspezione dell'organo di vigilanza, eventuali prescrizioni, audizioni di preposti e colleghiD.Lgs. 758/1994Nomina difensore e consulente tecnico di parte, prepara chi sarà sentito
Settimane successiveAccertamenti tecnici non ripetibili (autopsia, esame del macchinario), indagini sulla societàArt. 360 c.p.p.; art. 25-septies D.Lgs. 231/2001Partecipa agli accertamenti con il proprio consulente, informa l'OdV, documenta il modello

Le prime ore: soccorso, stato dei luoghi, documenti

Il primo dovere è il soccorso. Tutto il resto viene dopo, anche la difesa.

Messo in sicurezza il lavoratore, il luogo dell'infortunio va lasciato come si trova. La polizia giudiziaria compie accertamenti urgenti sullo stato dei luoghi e delle cose ai sensi dell'art. 354 del codice di procedura penale e con frequenza dispone il sequestro dell'area o del macchinario. Spostare, riparare o pulire prima dei rilievi non protegge l'azienda: priva la futura difesa di elementi genuini e, nei casi peggiori, può integrare un reato autonomo.

Nelle stesse ore conviene preparare tre cose: l'elenco di chi era presente, con mansione e orario; il fascicolo documentale, cioè documento di valutazione dei rischi, nomine e deleghe, verbali di formazione e consegna dei dispositivi di protezione, registri di manutenzione; una prima ricostruzione interna dei fatti, scritta per la difesa e non diffusa. Che cosa evitare: dichiarazioni a caldo a verbale e ricostruzioni improvvisate davanti agli organi di vigilanza, prima di aver parlato con un difensore.

Entro 48 ore: la comunicazione all'INAIL

L'art. 18, comma 1, lettera r, del D.Lgs. 81/2008 impone al datore di lavoro di comunicare in via telematica all'INAIL gli infortuni che comportano un'assenza superiore a tre giorni, entro 48 ore dalla ricezione del certificato medico; a fini statistici la comunicazione riguarda anche gli infortuni con assenza di almeno un giorno. È un adempimento amministrativo, ma nel procedimento penale la sua data, il suo contenuto e la sua coerenza con i verbali ispettivi verranno riletti più volte: va compilato con precisione e senza qualificazioni di responsabilità.

L'ispezione: chi parla con gli organi di vigilanza

Il personale ispettivo della ASL (o ATS) riveste la qualifica di ufficiale di polizia giudiziaria: i verbali che redige entrano nel fascicolo delle indagini. Per le contravvenzioni in materia di sicurezza l'organo di vigilanza impartisce una prescrizione ai sensi del D.Lgs. 758/1994: se l'azienda regolarizza nel termine fissato e paga in sede amministrativa un quarto del massimo dell'ammenda, la contravvenzione si estingue. Attenzione al perimetro: la prescrizione chiude la contravvenzione, non il procedimento per le lesioni o per l'omicidio colposo, che prosegue per la sua strada.

Capita spesso che preposti e colleghi vengano sentiti dagli ispettori senza essere stati preparati a ciò che li aspetta. Prepararli non significa suggerire risposte, che non è lecito: significa spiegare in quale veste saranno sentiti, quali garanzie hanno e perché la precisione conta più della fretta. Chi ha ricevuto compiti delegati in materia di sicurezza merita un'attenzione particolare, perché la sua posizione può diventare quella di un indagato.

Il datore di lavoro indagato: difensore e consulente prima degli accertamenti irripetibili

Dopo un infortunio mortale o con lesioni gravissime l'iscrizione del datore di lavoro nel registro degli indagati, per i reati di cui agli artt. 589 o 590 del codice penale aggravati dalla violazione delle norme antinfortunistiche, è un passaggio frequente e ha anche una funzione di garanzia: consente di partecipare agli atti con un difensore.

La fase decisiva arriva con gli accertamenti tecnici non ripetibili dell'art. 360 c.p.p.: autopsia, esame del macchinario sequestrato, prove tecniche sui dispositivi di protezione. L'avviso arriva a ridosso dell'atto e chi non ha già nominato un consulente tecnico di parte vi assiste da spettatore, oppure non vi assiste affatto. Lo Studio raccomanda di nominare difensore di fiducia e consulente tecnico subito, nelle prime 48 ore, senza attendere l'informazione di garanzia: è l'indicazione difensiva meno intuitiva e più redditizia dell'intera fase, perché l'accertamento irripetibile, una volta compiuto, non si rifà. In quella sede il difensore può anche formulare riserva di incidente probatorio.

L'osservazione dell'Avvocato

Ai primi incontri lo Studio ripete spesso la stessa indicazione: raccolga adesso i documenti, fra sei mesi non li trova più. Nei procedimenti per infortunio la prova della diligenza del datore di lavoro vive di carte ordinarie, verbali di formazione, registri di manutenzione, deleghe firmate, e quelle carte invecchiano male: si disperdono nei cambi di personale, nei trasferimenti di sede, nei gestionali dismessi. Il fascicolo che la difesa costruisce nella prima settimana è lo stesso su cui il consulente tecnico lavorerà ad anni di distanza, davanti al giudice. Per questo le 48 ore iniziali non sono una formalità amministrativa: sono il momento in cui l'azienda decide, spesso senza accorgersene, quanto sarà difendibile. Sulla durata complessiva di questi procedimenti non è serio dare numeri: è molto variabile e, dopo le modifiche alla disciplina della prescrizione, i tempi si sono spesso allungati.

Il fronte della società: OdV, modello e art. 25-septies

Se il datore di lavoro è indagato per omicidio colposo o lesioni gravi o gravissime commessi con violazione delle norme antinfortunistiche, anche la società può rispondere ai sensi dell'art. 25-septies del D.Lgs. 231/2001: sanzioni pecuniarie fino a 1.000 quote nel caso più grave e misure interdittive, su come e quando la società risponde rinviamo all'approfondimento su quando l'infortunio chiama in causa l'ente.

Nelle prime 48 ore il fronte societario chiede due atti precisi. Il primo: comunicare l'infortunio all'organismo di vigilanza attraverso i flussi informativi e metterlo a verbale, perché un infortunio mai comunicato all'OdV è uno degli elementi che in giudizio pesano contro la tenuta del modello. Il secondo: congelare con data certa la documentazione del modello organizzativo, valutazione dei rischi inclusa, nello stato in cui si trovava al momento del fatto; su come si valuta la tenuta del modello organizzativo il sito ospita una guida dedicata. Aggiornare le procedure dopo l'infortunio è doveroso, ma va documentato come correzione successiva, non confuso con ciò che esisteva prima.

Dopo le 48 ore: la difesa del datore di lavoro indagato

Passata l'emergenza, la difesa lavora su tre piani: la ricostruzione tecnica del fatto con il consulente; la verifica della catena degli obblighi, dal datore di lavoro ai dirigenti, ai preposti, ai soggetti delegati; la posizione della società, da tenere distinta da quella del datore di lavoro indagato. Il quadro dei reati contestati dopo un incidente in azienda e l'area del diritto penale dell'economia offrono il contesto generale.

Un punto va dichiarato aperto, perché nella prassi degli uffici non è uniforme: l'utilizzabilità delle dichiarazioni che il datore di lavoro rende agli organi ispettivi prima che la sua posizione sia formalizzata. L'art. 63 c.p.p. presidia chi avrebbe dovuto essere sentito da subito come indagato, ma il confine fra l'audizione amministrativa e l'atto di indagine resta discusso, e la cautela nelle prime dichiarazioni vale più di ogni eccezione successiva. Ogni caso, comunque, va valutato sulle carte: nessuna guida sostituisce l'esame del fascicolo concreto.

Domande frequenti

Il datore di lavoro è sempre indagato dopo un infortunio grave?

No, ma accade di frequente quando l'infortunio è mortale o con lesioni gravissime. L'iscrizione nel registro degli indagati serve anche a garantire la partecipazione agli atti con un difensore: non è un giudizio di colpevolezza e non va letta come una condanna anticipata.

L'azienda può riparare o spostare il macchinario dopo l'infortunio?

No, finché la polizia giudiziaria non ha compiuto i rilievi o l'autorità giudiziaria non autorizza. L'art. 354 c.p.p. protegge lo stato dei luoghi e spesso il macchinario finisce sotto sequestro; per riprendere la produzione si chiede il dissequestro, non si interviene di propria iniziativa.

Che cosa rischia la società oltre al datore di lavoro indagato?

Per omicidio colposo e lesioni gravi o gravissime con violazione delle norme antinfortunistiche la società risponde ai sensi dell'art. 25-septies D.Lgs. 231/2001: sanzioni pecuniarie per quote, fino a 1.000 quote nel caso più grave, e misure interdittive. La difesa dell'ente va impostata da subito, accanto a quella della persona fisica.

Le dichiarazioni del datore di lavoro indagato agli ispettori valgono nel processo?

Dipende dalla veste in cui si è sentiti e dal momento. Chi doveva già essere considerato indagato è protetto dall'art. 63 c.p.p., ma il confine con l'audizione amministrativa è discusso nella prassi: per questo conviene parlare con gli ispettori solo dopo essersi confrontati con un difensore.

Pagare la prescrizione dell'organo di vigilanza chiude il procedimento penale?

Chiude solo la contravvenzione in materia di sicurezza: con l'adempimento nel termine fissato e il pagamento di un quarto del massimo dell'ammenda (D.Lgs. 758/1994) quel reato si estingue. Il procedimento per le lesioni o per l'omicidio colposo prosegue e va difeso separatamente.

Se nella sua azienda è appena avvenuto un infortunio, o se ha ricevuto un avviso che la riguarda, può contattare lo Studio per una valutazione riservata delle carte.

Soardi Studio Legale ha sede a Bergamo e a Brescia e difende datori di lavoro, dirigenti e imprese davanti alle Procure e ai Tribunali di tutta Italia; quando l'infortunio avviene nello stabilimento italiano di un gruppo con capogruppo all'estero, lo Studio segue anche i profili di responsabilità della società, con possibilità di lavorare in lingua inglese.

Avv. Stefano Soardi
Data di stesura: 19 ottobre 2026