
Indice
- Aggiornamento del Modello Organizzativo – Cosa sappiamo finora?
- In Sintesi: Quando Bisogna Aggiornare Il Modello 231?
- Perché L’Aggiornamento Del Modello Organizzativo e di Gestione È Così Importante?
- Che Cosa Significa Aggiornare Un Modello Organizzativo?
- Quali Sono I Segnali Che Il Modello Organizzativo È Da Aggiornare?
- L’Aggiornamento Del Modello Organizzativo Serve Dopo Nuovi Reati Presupposto?
- Che Ruolo Ha L’Organismo Di Vigilanza Nell’Aggiornamento Del Modello Organizzativo?
- Quali Parti Del Modello 231 Devono Essere Aggiornate?
- Aggiornamento Del Risk Assessment 231: Perché È Decisivo?
- Aggiornamento Dei Protocolli 231: Quando Serve?
- Aggiornamento Del Modello Organizzativo E Whistleblowing
- Aggiornamento Del Modello 231 E Formazione Aziendale
- Aggiornamento Del Modello Organizzativo e Gestionale Dopo Cambi Organizzativi
- Aggiornamento Del Modello Organizzativo Dopo Ispezioni, Contestazioni O Segnalazioni
- Ogni Quanto Tempo Bisogna Aggiornare Il Modello 231?
- Quali Sono I Rischi Di Un Modello Organizzativo Non Aggiornato?
- Come Si Svolge Un Check-Up Del Modello 231?
- Aggiornamento del Modello Organizzativo: Cosa Deve Fare Concretamente L’Azienda?
- Perché Affidare L’Aggiornamento Del Modello 231 A Un Avvocato Penalista?
- Come Lo Studio Soardi Assiste Le Aziende Nell’Aggiornamento del Modello Organizzativo
- Domande Frequenti Sull’Aggiornamento del Modello Organizzativo
- Quando Bisogna Aggiornare Il Modello 231?
- Ogni Quanto Tempo Va Aggiornato Il Modello 231?
- Cosa Succede Se Il Modello 231 Non Viene Aggiornato?
- L’Organismo Di Vigilanza Può Chiedere L’Aggiornamento Del Modello?
- L’Aggiornamento Del Modello Organizzativo Richiede Anche Formazione?
- Il Whistleblowing Incide Sul Modello 231?
- Basta Aggiungere I Nuovi Reati Presupposto Al Modello?
- FAQ sull’Aggiornamento del Modello Organizzativo
Aggiornamento del Modello Organizzativo – Cosa sappiamo finora?
L’Aggiornamento Modello 231 è necessario ogni volta che il sistema di prevenzione adottato dall’azienda non risulta più coerente con la normativa vigente, con l’organizzazione interna, con i processi aziendali o con i rischi concretamente presenti nell’attività d’impresa. Pertanto, non si tratta di una revisione puramente formale. Al contrario, aggiornare un Modello Organizzativo 231 significa verificare se il documento, i protocolli, il Codice Etico, i flussi informativi, la formazione e l’attività dell’Organismo Di Vigilanza siano ancora adeguati.
Il D.Lgs. 231/01 attribuisce rilievo ai modelli di organizzazione, gestione e controllo quando essi sono adottati ed efficacemente attuati. Inoltre, la disciplina richiede un sistema capace di prevenire i reati presupposto, individuare le attività a rischio e garantire un controllo effettivo nel tempo. Di conseguenza, un modello datato, non applicato o non aggiornato può perdere gran parte della propria forza preventiva e difensiva.
L’Aggiornamento del Modello 231 si inserisce, quindi, nel più ampio sistema della Responsabilità Amministrativa Degli Enti ex D.Lgs. 231/01. In questa prospettiva, il Modello Organizzativo 231 non deve rimanere immobile, ma deve seguire l’evoluzione dell’impresa. Allo stesso modo, anche l’Organismo Di Vigilanza deve poter segnalare criticità, suggerire interventi e ricevere flussi informativi utili.
In Sintesi: Quando Bisogna Aggiornare Il Modello 231?
Il Modello Organizzativo 231 deve essere aggiornato quando cambiano le leggi, i reati presupposto, l’organizzazione aziendale, le deleghe, i processi, le sedi, i rapporti con fornitori, gli appalti, i sistemi informatici o i rischi collegati all’attività dell’ente.
In particolare, l’azienda dovrebbe valutare l’aggiornamento in caso di:
| Evento | Perché Richiede Attenzione |
|---|---|
| Nuovi reati presupposto | Il catalogo 231 può ampliarsi e incidere su nuove aree aziendali |
| Modifiche organizzative | Nuovi ruoli, funzioni o responsabilità possono cambiare la mappa dei rischi |
| Nuove deleghe o procure | I poteri decisionali devono essere coerenti con il modello |
| Nuove sedi o nuovi stabilimenti | Possono emergere rischi ulteriori in sicurezza, ambiente, appalti o gestione operativa |
| Nuovi appalti o fornitori | Aumentano i rischi nella filiera e nei rapporti con terzi |
| Operazioni straordinarie | Fusioni, acquisizioni e riorganizzazioni incidono sulla governance |
| Segnalazioni whistleblowing | Possono rivelare criticità nei controlli o nelle procedure |
| Ispezioni o contestazioni | Possono rendere necessario un rafforzamento dei presidi |
| Rilievi dell’OdV | L’Organismo Di Vigilanza può evidenziare carenze applicative |
| Formazione non aggiornata | I destinatari potrebbero non conoscere nuove regole o nuovi rischi |
Di conseguenza, aggiornare il modello significa proteggere l’azienda da un rischio concreto: avere un sistema 231 formalmente presente, ma sostanzialmente non più adeguato.
Perché L’Aggiornamento Del Modello Organizzativo e di Gestione È Così Importante?
L’aggiornamento del Modello Organizzativo 231 è importante perché il rischio aziendale non resta fermo. Infatti, una società può cambiare attività, assumere personale, aprire nuove sedi, partecipare a nuove gare, avviare rapporti con la Pubblica Amministrazione, modificare la propria struttura contabile, digitalizzare processi o entrare in nuovi mercati.
Allo stesso tempo, anche il quadro normativo cambia. Nel tempo, infatti, il catalogo dei reati presupposto è stato progressivamente ampliato. Per questo motivo, un modello costruito alcuni anni prima potrebbe non considerare rischi oggi rilevanti.
Inoltre, l’aggiornamento non riguarda solo l’elenco dei reati. Riguarda anche il modo in cui l’azienda lavora. Un protocollo che era adeguato in una fase iniziale può diventare insufficiente dopo una crescita dimensionale, una nuova linea di business, una diversa struttura amministrativa o una riorganizzazione interna.
Pertanto, il modello deve essere considerato un sistema dinamico. Se rimane fermo, si indebolisce. Se invece viene verificato e aggiornato, continua a svolgere la propria funzione preventiva.
Che Cosa Significa Aggiornare Un Modello Organizzativo?
Aggiornare un Modello 231 non significa cambiare qualche parola nel documento. Significa, invece, riesaminare il sistema nel suo complesso.
In concreto, l’attività può comprendere:
- verifica della Parte Generale;
- revisione delle Parti Speciali;
- aggiornamento della mappa dei rischi;
- revisione dei protocolli;
- aggiornamento del Codice Etico;
- controllo del sistema disciplinare;
- verifica delle deleghe e procure;
- revisione dei flussi informativi verso l’OdV;
- adeguamento delle procedure whistleblowing;
- pianificazione della formazione;
- controllo della documentazione effettivamente conservata;
- verifica dell’attività svolta dall’Organismo Di Vigilanza.
In altri termini, l’Aggiornamento Modello 231 deve verificare se ciò che è scritto nel modello corrisponde ancora a ciò che accade realmente in azienda.
Questo passaggio è decisivo. Infatti, un modello può essere formalmente aggiornato sul piano normativo, ma non adeguato sul piano operativo. Allo stesso modo, può contenere procedure corrette, ma non conosciute o non applicate dai destinatari.
Quali Sono I Segnali Che Il Modello Organizzativo È Da Aggiornare?
Alcuni segnali indicano in modo evidente che l’azienda dovrebbe procedere a un controllo del modello.
Il primo segnale è l’età del documento. Se il modello non viene aggiornato da anni, è opportuno verificarlo. Tuttavia, il tempo non è l’unico criterio. Anche un modello recente può essere inadeguato se l’azienda ha subito cambiamenti importanti.
Un secondo segnale riguarda le modifiche interne. Se sono cambiati amministratori, dirigenti, responsabili di funzione, deleghe, procure o organigrammi, allora il modello deve essere confrontato con il nuovo assetto.
Un terzo segnale riguarda i processi aziendali. Se l’impresa ha avviato nuove attività, nuovi appalti, nuove sedi, nuovi rapporti con enti pubblici o nuovi mercati, è necessario verificare se la mappatura dei rischi sia ancora corretta.
Inoltre, un ulteriore segnale deriva dall’attività dell’OdV. Quando l’Organismo Di Vigilanza rileva carenze, mancati flussi informativi, procedure non applicate o formazione insufficiente, l’azienda dovrebbe valutare un intervento di aggiornamento.
Infine, anche segnalazioni whistleblowing, ispezioni, contestazioni, infortuni, criticità ambientali o anomalie contabili possono rendere necessario un aggiornamento del modello.
L’Aggiornamento Del Modello Organizzativo Serve Dopo Nuovi Reati Presupposto?
Sì. L’introduzione di nuovi reati presupposto è uno dei casi più importanti in cui l’azienda deve verificare il proprio modello.
Tuttavia, non ogni modifica normativa impone automaticamente una riscrittura integrale del documento. Piuttosto, occorre valutare se il nuovo reato presupposto sia rilevante rispetto all’attività dell’ente.
Ad esempio, una modifica in materia di reati tributari può incidere sulle società con processi amministrativi e fiscali strutturati. Allo stesso modo, una modifica in materia ambientale può essere decisiva per imprese produttive, cantieri, aziende manifatturiere, gestori di rifiuti o società con impianti e autorizzazioni. Inoltre, novità in materia di import, export, dogane, accise o restrizioni internazionali possono riguardare imprese con filiere estere, rapporti transfrontalieri o supply chain complesse.
Di conseguenza, il primo passaggio non è modificare il modello in modo automatico. Il primo passaggio è svolgere una valutazione di impatto. Solo dopo, infatti, si può decidere se aggiornare una Parte Speciale già esistente, crearne una nuova, modificare protocolli, rafforzare controlli o integrare la formazione.
Per approfondire il tema dei reati già rilevanti per il sistema 231, il collegamento naturale è la pagina dedicata ai Reati 231 già presente sul sito. Inoltre, quando l’aggiornamento riguarda profili fiscali, è utile collegare anche la pagina sui Reati Tributari, così da rafforzare il collegamento tra prevenzione aziendale e diritto penale tributario.
Che Ruolo Ha L’Organismo Di Vigilanza Nell’Aggiornamento Del Modello Organizzativo?
L’Organismo Di Vigilanza ha un ruolo centrale nell’aggiornamento del modello.
Infatti, l’OdV controlla il funzionamento e l’osservanza del modello e segnala le esigenze di aggiornamento. Per svolgere questo compito, però, deve ricevere informazioni adeguate.
In concreto, l’Organismo Di Vigilanza può rilevare:
- procedure non applicate;
- flussi informativi assenti o incompleti;
- criticità nei processi sensibili;
- carenze nella formazione;
- modifiche organizzative non comunicate;
- nuove aree di rischio;
- anomalie emerse da audit o verifiche;
- esigenze di revisione del Codice Etico;
- necessità di integrare le Parti Speciali;
- problemi nella gestione delle segnalazioni.
Tuttavia, l’OdV non può operare efficacemente se l’azienda non lo coinvolge. Per questa ragione, i flussi informativi devono essere chiari, periodici e documentati.
Inoltre, quando l’OdV segnala una criticità, l’ente dovrebbe valutarla con attenzione. Non sempre sarà necessario modificare immediatamente il modello. Tuttavia, sarà quasi sempre necessario documentare la valutazione compiuta e le eventuali ragioni dell’intervento o del mancato intervento.
Quali Parti Del Modello 231 Devono Essere Aggiornate?
L’aggiornamento può riguardare tutto il modello o solo alcune sue parti.
La Parte Generale deve essere rivista quando cambiano governance, organigramma, sistema disciplinare, flussi informativi, formazione, OdV, procedure whistleblowing o criteri generali di funzionamento del modello.
Le Parti Speciali, invece, devono essere riviste quando cambiano i rischi relativi alle singole famiglie di reato. Ad esempio, possono rendersi necessari aggiornamenti in materia di:
- reati contro la Pubblica Amministrazione;
- reati societari;
- reati tributari;
- sicurezza sul lavoro;
- reati ambientali;
- riciclaggio e autoriciclaggio;
- reati informatici;
- delitti contro l’industria e il commercio;
- diritto d’autore;
- impiego di lavoratori stranieri irregolari;
- reati doganali;
- violazione di restrizioni o obblighi connessi a import-export e supply chain.
Inoltre, possono dover essere aggiornati i protocolli. Questo accade quando i controlli previsti non sono più coerenti con i processi attuali.
Infine, anche il Codice Etico e il sistema disciplinare devono essere verificati. Se cambiano le regole di comportamento richieste ai destinatari, anche le conseguenze in caso di violazione devono restare coerenti.
Aggiornamento Del Risk Assessment 231: Perché È Decisivo?
Il Risk Assessment 231 è la base del modello. Pertanto, quando in caso di aggiornamento del modello 231, è necessario chiedersi se la mappatura dei rischi sia ancora attuale.
Un risk assessment datato può non considerare:
- nuove aree aziendali;
- nuove funzioni;
- nuovi poteri di firma;
- nuove sedi operative;
- nuovi contratti;
- nuovi fornitori;
- nuovi rapporti con soggetti pubblici;
- nuovi sistemi informatici;
- nuovi flussi finanziari;
- nuove attività esternalizzate;
- nuovi rischi normativi.
Di conseguenza, l’aggiornamento non deve limitarsi al documento finale. Deve partire dalla verifica dei processi.
In questa fase, possono essere utili interviste con amministratori, responsabili di funzione, personale amministrativo, HR, sicurezza, ambiente, IT, acquisti e commerciale. Inoltre, è opportuno verificare se le procedure previste dal modello siano realmente conosciute e applicate.
Solo così l’azienda può comprendere se il modello è ancora adeguato oppure se richiede interventi più profondi.
Aggiornamento Dei Protocolli 231: Quando Serve?
I protocolli devono essere aggiornati quando non descrivono più correttamente il processo aziendale o quando non garantiscono un controllo adeguato.
Ad esempio, l’aggiornamento può essere necessario se:
- è cambiato il processo autorizzativo;
- sono stati introdotti nuovi software gestionali;
- sono cambiati i responsabili;
- sono state esternalizzate attività rilevanti;
- sono aumentati gli appalti;
- sono cambiati i fornitori critici;
- sono stati introdotti nuovi controlli;
- l’azienda opera in nuovi mercati;
- si sono verificati eventi anomali;
- l’OdV ha segnalato criticità.
Inoltre, un protocollo deve essere chiaro. Se nessuno lo comprende, non viene applicato e se è troppo generico, non previene nulla. Infine, se è troppo complesso, rischia di essere ignorato.
Pertanto, l’aggiornamento dei protocolli deve cercare un equilibrio: precisione, semplicità, tracciabilità e coerenza con la realtà operativa.
Aggiornamento Del Modello Organizzativo E Whistleblowing
Il whistleblowing è uno dei temi più importanti nel controllo del modello.
Il D.Lgs. 24/2023 ha introdotto una disciplina organica in materia di protezione delle persone che segnalano violazioni del diritto dell’Unione e delle disposizioni normative nazionali. Inoltre, ANAC ha approvato Linee Guida in materia di whistleblowing e, con successivi interventi, ha fornito indicazioni anche sui canali interni di segnalazione.
Per le aziende dotate di modello, il tema è particolarmente rilevante. Infatti, le procedure di segnalazione devono essere coordinate con il Modello Organizzativo 231, con il Codice Etico, con il sistema disciplinare, con i flussi verso l’OdV e con la disciplina privacy.
In concreto, l’azienda dovrebbe verificare:
- se il canale interno è stato istituito;
- se è idoneo a garantire riservatezza;
- se la procedura è chiara;
- se i destinatari sono informati;
- se la gestione delle segnalazioni è documentata;
- se il modello richiama correttamente il sistema whistleblowing;
- se l’OdV riceve informazioni compatibili con il proprio ruolo;
- se il sistema disciplinare considera eventuali violazioni;
- se la formazione aziendale affronta anche questo tema.
Inoltre, secondo le indicazioni ANAC sui canali interni, il Modello 231 deve prevedere che il canale interno di segnalazione soddisfi i requisiti del D.Lgs. 24/2023, potendo poi rinviare alle procedure organizzative adottate dall’ente per gli aspetti applicativi.
Di conseguenza, l’aggiornamento del modello dovrebbe sempre considerare anche il whistleblowing.
Aggiornamento Del Modello 231 E Formazione Aziendale
Un modello aggiornato ma non comunicato resta debole.
Per questa ragione, ogni aggiornamento significativo dovrebbe essere accompagnato da un’attività di Formazione 231.
La formazione può riguardare:
- amministratori;
- dirigenti;
- responsabili di funzione;
- dipendenti;
- funzioni sensibili;
- personale amministrativo;
- personale commerciale;
- ufficio acquisti;
- HR;
- RSPP e funzioni sicurezza;
- funzioni ambiente;
- IT;
- soggetti coinvolti nei rapporti con la Pubblica Amministrazione.
Inoltre, la formazione deve essere documentata. Registri presenze, materiali, test, attestati e comunicazioni interne servono a dimostrare che l’aggiornamento non è rimasto solo sulla carta.
Di conseguenza, quando l’azienda aggiorna il modello, dovrebbe chiedersi anche quali destinatari debbano essere informati, quali funzioni debbano ricevere formazione specifica e quali evidenze debbano essere conservate.
Aggiornamento Del Modello Organizzativo e Gestionale Dopo Cambi Organizzativi
Il modello 231 deve essere coerente con l’organizzazione reale dell’azienda e, quindi, ogni cambiamento interno importante può richiedere un aggiornamento.
Ad esempio, occorre valutare il modello in caso di:
- nomina di nuovi amministratori;
- modifica dei poteri del consiglio di amministrazione;
- cambio del legale rappresentante;
- introduzione di nuove deleghe;
- attribuzione di nuove procure;
- modifica dell’organigramma;
- apertura di nuove sedi;
- acquisizione di nuovi rami d’azienda;
- fusione o scissione;
- esternalizzazione di funzioni rilevanti;
- riorganizzazione di acquisti, amministrazione, commerciale, HR, sicurezza o ambiente.
In questi casi, il rischio non è soltanto documentale. Il rischio è che il modello individui responsabilità, controlli e flussi che non corrispondono più alla struttura effettiva.
Per questa ragione, l’aggiornamento deve sempre partire da una domanda concreta: il modello descrive ancora davvero l’azienda?
Aggiornamento Del Modello Organizzativo Dopo Ispezioni, Contestazioni O Segnalazioni
Ispezioni, contestazioni, accertamenti, segnalazioni interne o procedimenti disciplinari possono rivelare criticità nel sistema 231.
Naturalmente, non ogni episodio impone automaticamente una revisione generale del modello. Tuttavia, ogni evento rilevante dovrebbe essere valutato.
Ad esempio, un infortunio può richiedere una verifica della Parte Speciale in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Una contestazione ambientale può suggerire un controllo sui protocolli relativi a rifiuti, autorizzazioni, scarichi o emissioni. Una criticità fiscale può rendere necessario un approfondimento sui presidi in materia tributaria, contabile e amministrativa.
Inoltre, una segnalazione whistleblowing può mostrare che alcune procedure non vengono applicate o che i flussi informativi non sono efficaci.
Di conseguenza, l’azienda dovrebbe documentare l’analisi dell’evento, il coinvolgimento dell’OdV e le eventuali misure correttive adottate.
Ogni Quanto Tempo Bisogna Aggiornare Il Modello 231?
Non esiste una scadenza unica valida per tutte le aziende.
Tuttavia, è opportuno prevedere un controllo periodico del modello. Inoltre, è necessario intervenire ogni volta che emergono cambiamenti normativi, organizzativi o operativi rilevanti.
In pratica, l’azienda può seguire due criteri:
| Tipo Di Verifica | Quando Effettuarla |
|---|---|
| Verifica periodica | Con cadenza programmata, ad esempio annuale o biennale, in base al rischio |
| Verifica straordinaria | Quando intervengono novità normative, modifiche organizzative, eventi critici o rilievi OdV |
Questa doppia impostazione consente di evitare due errori opposti. Da un lato, disporre l’aggiornamento del Modello 231 solo quando nasce un problema. Dall’altro lato, fare modifiche continue e non motivate, che possono rendere il sistema confuso.
Pertanto, l’aggiornamento deve essere ordinato, documentato e proporzionato.
Quali Sono I Rischi Di Un Modello Organizzativo Non Aggiornato?
Un modello organizzxativo 231 non aggiornato può esporre l’azienda a diversi rischi.
Il primo rischio è preventivo. Se il modello non considera i rischi attuali, non riesce a ridurli.
Il secondo rischio è organizzativo. Se procedure, deleghe e flussi non corrispondono più alla realtà, il sistema interno diventa poco chiaro.
Il terzo rischio è probatorio. In caso di contestazione, l’azienda potrebbe avere difficoltà a dimostrare l’efficace attuazione del modello.
Il quarto rischio è reputazionale. Un modello non aggiornato può apparire come un adempimento formale, soprattutto in presenza di ispezioni, segnalazioni o contestazioni.
Infine, esiste un rischio gestionale. Senza aggiornamento, l’OdV può trovarsi a vigilare su un sistema superato, con flussi informativi non adeguati e procedure non più applicabili.
Per questa ragione, il Check-Up Modello 231 può essere una soluzione utile per capire se il sistema esistente sia ancora coerente con la struttura aziendale.
Come Si Svolge Un Check-Up Del Modello 231?
Il check-up del modello è una verifica preliminare finalizzata a capire se il sistema 231 sia ancora adeguato.
Normalmente, l’attività può comprendere:
- analisi del modello vigente;
- verifica della data dell’ultimo aggiornamento;
- controllo delle Parti Speciali;
- analisi dei protocolli;
- esame di organigramma, deleghe e procure;
- verifica dei flussi informativi verso l’OdV;
- controllo della formazione svolta;
- verifica del sistema whistleblowing;
- analisi degli eventuali rilievi dell’OdV;
- esame di eventi critici, contestazioni o segnalazioni;
- individuazione delle aree da aggiornare.
Al termine, l’azienda può ricevere una mappa delle criticità e delle priorità di intervento.
In questo modo, l’aggiornamento non avviene in modo generico. Al contrario, viene costruito sulla base delle carenze realmente emerse.
Aggiornamento del Modello Organizzativo: Cosa Deve Fare Concretamente L’Azienda?
L’azienda dovrebbe procedere con metodo.
In primo luogo, deve verificare il modello esistente e individuare la data dell’ultimo aggiornamento.
Successivamente, deve controllare se sono intervenute novità normative o modifiche organizzative. Inoltre, deve verificare se le Parti Speciali coprono ancora tutti i rischi rilevanti.
Poi, occorre esaminare protocolli, deleghe, procedure, Codice Etico, sistema disciplinare e flussi verso l’OdV.
A questo punto, è utile coinvolgere le funzioni aziendali più rilevanti. Infatti, amministrazione, acquisti, commerciale, HR, sicurezza, ambiente e IT possono fornire informazioni essenziali sui processi reali.
Infine, dopo l’approvazione dell’aggiornamento, bisogna comunicare le modifiche, formare i destinatari e conservare le evidenze.
Il percorso può essere sintetizzato così:
| Fase | Attività |
|---|---|
| Analisi iniziale | Esame del modello e della documentazione aziendale |
| Valutazione normativa | Verifica dei nuovi reati e delle novità rilevanti |
| Valutazione organizzativa | Controllo di organigramma, deleghe, procure e processi |
| Risk assessment | Aggiornamento della mappa dei rischi |
| Revisione documentale | Modifica di Parte Generale, Parti Speciali e protocolli |
| OdV | Condivisione dei flussi e delle esigenze di aggiornamento |
| Formazione | Comunicazione delle modifiche ai destinatari |
| Evidenze | Conservazione della documentazione dell’attività svolta |
Perché Affidare L’Aggiornamento Del Modello 231 A Un Avvocato Penalista?
Aggiornare un modello richiede una valutazione penalistica del rischio aziendale.
Infatti, il modello non serve soltanto a descrivere procedure interne. Serve a prevenire reati e a proteggere l’ente da possibili contestazioni ex D.Lgs. 231/01.
Un Avvocato Penalista può valutare:
- quali reati presupposto siano rilevanti;
- quali processi siano più esposti;
- quali protocolli siano davvero utili;
- quali condotte possano generare interesse o vantaggio per l’ente;
- quali carenze possano incidere sulla difendibilità del modello;
- quali flussi informativi servano all’OdV;
- quali aggiornamenti siano necessari;
- quali evidenze debbano essere conservate.
Inoltre, una lettura penalistica consente di collegare la prevenzione alla gestione del rischio processuale. Proprio per questo, l’aggiornamento non dovrebbe essere trattato come una semplice revisione documentale.
Come Lo Studio Soardi Assiste Le Aziende Nell’Aggiornamento del Modello Organizzativo
Lo Studio Soardi assiste società e imprese nell’Aggiornamento Modello 231, nella realizzazione di nuovi modelli, nella formazione aziendale e nella gestione dei profili collegati all’Organismo Di Vigilanza.
In particolare, l’attività può comprendere:
- check-up preliminare del modello esistente;
- analisi della documentazione aziendale;
- verifica di organigramma, deleghe e procure;
- aggiornamento del risk assessment;
- revisione della Parte Generale;
- aggiornamento delle Parti Speciali;
- modifica dei protocolli;
- coordinamento con whistleblowing, privacy e sicurezza;
- verifica del sistema disciplinare;
- aggiornamento dei flussi verso l’OdV;
- formazione per amministratori, dipendenti e funzioni sensibili;
- supporto in caso di contestazioni o procedimenti ex D.Lgs. 231/01.
Inoltre, lo Studio ha sede a Bergamo e Brescia e opera, anche con incarichi di Organismo Di Vigilanza, a Milano, Monza e Brianza, Bologna e su tutto il territorio nazionale.
Pertanto, le aziende possono richiedere un supporto sia per verificare il modello già adottato, sia per programmare un aggiornamento completo e coerente con la propria struttura.
Domande Frequenti Sull’Aggiornamento del Modello Organizzativo
Quando Bisogna Aggiornare Il Modello 231?
Il Modello 231 deve essere aggiornato quando cambiano la legge, i reati presupposto, l’organizzazione aziendale, le deleghe, i processi, le sedi, i fornitori, gli appalti o i rischi collegati all’attività dell’ente.
Ogni Quanto Tempo Va Aggiornato Il Modello 231?
Non esiste una scadenza unica. Tuttavia, è opportuno prevedere controlli periodici e aggiornamenti straordinari in caso di novità normative, modifiche organizzative, eventi critici o rilievi dell’OdV.
Cosa Succede Se Il Modello 231 Non Viene Aggiornato?
Un modello non aggiornato può perdere efficacia preventiva e difensiva. Inoltre, può non riflettere più la realtà aziendale e può rendere più difficile dimostrare l’efficace attuazione del sistema 231.
L’Organismo Di Vigilanza Può Chiedere L’Aggiornamento Del Modello?
Sì. L’Organismo Di Vigilanza può segnalare criticità, carenze applicative o esigenze di aggiornamento. Tuttavia, l’intervento finale compete agli organi aziendali competenti.
L’Aggiornamento Del Modello Organizzativo Richiede Anche Formazione?
Sì. Quando l’aggiornamento modifica procedure, protocolli, ruoli o regole di comportamento, è opportuno formare i destinatari e conservare evidenze dell’attività svolta.
Il Whistleblowing Incide Sul Modello 231?
Sì. Le procedure whistleblowing devono essere coordinate con il modello, il Codice Etico, il sistema disciplinare, i flussi informativi e il ruolo dell’OdV.
Basta Aggiungere I Nuovi Reati Presupposto Al Modello?
No. Prima bisogna valutare se i nuovi reati siano rilevanti per l’attività dell’azienda. Solo dopo si possono aggiornare Parti Speciali, protocolli, flussi informativi e formazione.
FAQ sull’Aggiornamento del Modello Organizzativo
Domanda: Quando bisogna aggiornare il Modello 231?
Risposta: Il Modello 231 deve essere aggiornato quando cambiano la normativa, i reati presupposto, l’organizzazione aziendale, le deleghe, i processi, le sedi o i rischi connessi all’attività dell’ente.
Domanda: Ogni quanto va aggiornato il Modello 231?
Risposta: Non esiste una scadenza unica. È opportuno prevedere controlli periodici e aggiornamenti straordinari in caso di novità normative, modifiche organizzative, rilievi dell’OdV o eventi critici.
Domanda: Cosa rischia l’azienda con un Modello 231 non aggiornato?
Risposta: L’azienda rischia di avere un sistema non più coerente con la propria organizzazione e con i rischi attuali, con possibile perdita di efficacia preventiva e difensiva.
Domanda: L’Organismo Di Vigilanza partecipa all’aggiornamento del Modello 231?
Risposta: L’Organismo Di Vigilanza può segnalare criticità, suggerire aggiornamenti e verificare il funzionamento del modello, ma l’adozione delle modifiche compete agli organi aziendali.
Domanda: L’aggiornamento del Modello 231 richiede formazione?
Risposta: Sì. Quando cambiano protocolli, procedure o regole interne, l’azienda dovrebbe formare i destinatari e conservare prove dell’attività svolta.
