
Indice
- Cosa sappiamo finora
- Introduzione ai nuovi reati introdotti nel decreto 231 nel 2026
- Cosa si intende per “reato presupposto” nel Decreto 231
- Perché il 2026 segna uno spartiacque
- Violazioni delle sanzioni UE e Nuovi Reati 231 del 2026
- Nuovi reati sulle sanzioni UE – Quadro sinottico
- Reati contro gli animali
- Nuovo perimetro dei reati ambientali
- Cosa cambia nei Modelli Organizzativi 231 dopo l’introduzione di nuovi reati nel 2026
- Il ruolo dell’Organismo di Vigilanza
- Perché i Nuovi Reati 231 2026 cambiano il rischio penale
- FAQ sui nuovi reati 231 introdotti nel 2026
Cosa sappiamo finora
Negli ultimi mesi, e in particolare tra dicembre 2025 e gennaio 2026, il legislatore ha modificato in modo rilevante il quadro dei reati presupposto del Decreto Legislativo 231/2001. Infatti, il Parlamento e il Governo hanno collegato nuove fattispecie penali alla responsabilità amministrativa degli enti. Di conseguenza, le imprese devono aggiornare i Modelli Organizzativi 231, mentre i responsabili della compliance devono riscrivere le analisi dei rischi.
Per questo motivo, il tema dei Nuovi Reati 231 2026 riguarda oggi direttamente imprese, manager e Organismi di Vigilanza.
Introduzione ai nuovi reati introdotti nel decreto 231 nel 2026
Negli ultimi trenta giorni il sistema 231 italiano ha cambiato assetto. Infatti, il legislatore ha introdotto nuovi articoli nel Codice penale e li ha collegati al Decreto 231. Pertanto, il catalogo dei reati presupposto oggi include nuove fattispecie.
Allo stesso tempo, gli Organismi di Vigilanza devono rivedere i piani di controllo. Proprio per questo, chi gestisce la compliance deve conoscere i Nuovi Reati 231 aggiornati a gennaio 2026.
Cosa si intende per “reato presupposto” nel Decreto 231
Nel sistema 231 un ente risponde solo quando una persona fisica commette uno specifico reato presupposto nel suo interesse o a suo vantaggio. Infatti, il legislatore ha adottato un modello a catalogo chiuso. Tuttavia, ogni volta che amplia questo catalogo, il perimetro di rischio dell’impresa cresce.
Di conseguenza, quando il legislatore introduce nuovi reati, l’azienda deve aggiornare il Modello 231. Altrimenti, il modello non produce più effetto esimente.
Perché il 2026 segna uno spartiacque
Il 2026 segna una svolta perché l’Unione europea ha imposto nuove regole e l’Italia le ha recepite con il decreto legislativo 211 del 30 dicembre 2025, in vigore a partire dal 24 gennaio 2026. Quindi, oggi il Decreto 231 copre anche ambiti prima considerati marginali, come le sanzioni UE e i flussi economici internazionali.
Inoltre, la responsabilità dell’ente ora coinvolge settori prima esclusi. Per questo motivo, la compliance 231 oggi incide anche sulle strategie commerciali e finanziarie.
Violazioni delle sanzioni UE e Nuovi Reati 231 del 2026
Le violazioni delle misure restrittive dell’Unione europea rientrano ora tra i reati presupposto. Infatti, il Codice penale punisce chi elude embarghi, divieti finanziari e blocchi commerciali.
Di conseguenza, il Decreto 231 include queste condotte. Pertanto, un’azienda che commercia con soggetti sanzionati rischia sanzioni amministrative molto elevate.
Allo stesso tempo, non basta più dichiarare la buona fede. Occorre invece dimostrare l’esistenza di controlli preventivi efficaci.
Nuovi reati sulle sanzioni UE – Quadro sinottico
| Articolo C.p. | Condotta vietata | Tipo di violazione | Pena per la persona fisica | Impatto sul Decreto 231 |
|---|---|---|---|---|
| Art. 275-bis | Mettere a disposizione fondi, beni o servizi a soggetti sanzionati; esportare, importare, commerciare o trasferire beni in violazione di misure UE; eludere divieti o congelamenti | Dolosa | Reclusione 2–6 anni + multa € 25.000 – 250.000 | Reato presupposto diretto: l’ente risponde se il fatto è commesso nel suo interesse o vantaggio |
| Art. 275-ter | Omettere la comunicazione alle autorità di fondi, beni o risorse soggette a sanzioni UE | Dolosa omissiva | Reclusione 6 mesi – 2 anni + multa € 15.000 – 50.000 | Rischio 231 per violazione degli obblighi informativi e dei presidi di compliance |
| Art. 275-quater | Svolgere operazioni o servizi in violazione delle condizioni di un’autorizzazione rilasciata in ambito sanzioni UE | Dolosa | Reclusione 2–5 anni + multa € 25.000 – 150.000 | Responsabilità 231 per violazione dei protocolli autorizzativi |
| Art. 275-quinquies | Violazione per colpa grave delle sanzioni UE su beni militari o a duplice uso | Colposa grave | Reclusione 6 mesi – 3 anni + multa € 15.000 – 90.000 | Estensione del rischio 231 anche a errori organizzativi gravi |
Reati contro gli animali
Parallelamente, il legislatore ha inserito i reati contro gli animali nel catalogo 231. Questo significa che l’ente risponde se trae vantaggio da condotte di maltrattamento o sfruttamento.
In particolare, le aziende delle filiere agroalimentari devono ora controllare anche questi rischi. Pertanto, i Modelli 231 devono includere nuove procedure dedicate.
Nuovo perimetro dei reati ambientali
Nel frattempo, il legislatore ha rafforzato le norme sui reati ambientali. Infatti, oggi molte violazioni assumono rilievo penale.
Di conseguenza, anche il Decreto 231 amplia il proprio raggio d’azione. Quindi, le imprese con impatto ambientale devono rafforzare i controlli.
Cosa cambia nei Modelli Organizzativi 231 dopo l’introduzione di nuovi reati nel 2026
Tutte queste riforme producono un effetto diretto: molti Modelli 231 oggi non coprono i Nuovi Reati 231 2026. Infatti, le aziende li avevano redatti su un catalogo più ristretto.
Pertanto, le imprese devono aggiornare la mappatura dei rischi, le procedure e i flussi informativi. Inoltre, devono rafforzare la formazione.
Altrimenti, il modello non protegge più l’ente.
Il ruolo dell’Organismo di Vigilanza
L’Organismo di Vigilanza assume un ruolo ancora più centrale. Infatti, deve verificare che l’azienda integri le nuove fattispecie nel modello. Allo stesso tempo, deve pretendere controlli più stringenti.
Quindi, l’OdV non può limitarsi a verifiche formali. Deve invece monitorare concretamente i processi aziendali.
Perché i Nuovi Reati 231 2026 cambiano il rischio penale
I Nuovi Reati 231 2026 ampliano il rischio giuridico delle imprese. Di conseguenza, aumentano anche le esposizioni a sanzioni, interdizioni e sequestri.
Pertanto, solo un Modello 231 aggiornato consente all’ente di difendersi efficacemente.
FAQ sui nuovi reati 231 introdotti nel 2026
I Nuovi Reati 231 2026 impongono l’aggiornamento del modello?
Sì, perché un modello che non copre i nuovi reati non produce più effetto esimente.
Le sanzioni UE riguardano solo le grandi imprese?
No, perché anche PMI e fornitori possono violare i divieti.
L’OdV deve intervenire subito?
Sì, perché solo un intervento tempestivo protegge l’ente.
Cosa accade se l’azienda non aggiorna il modello?
In quel caso l’ente risponde integralmente in caso di reato.
